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Ep. 24 – Il mistero di Ettore Majorana tra genio e scomparsa Fabio Leoni
Nel nuovo appuntamento con “Una finestra sull’universo”, condotto dall’astrofisico Manuel Floris con ospite il professor Luciano Burderi dell’Università di Cagliari, si affronta il mistero di Ettore Majorana e della fisica del Novecento. Il dialogo ripercorre il gruppo dei ragazzi di via Panisperna guidato da Enrico Fermi, evidenziando la rivoluzione scientifica che ha aperto la strada alla fisica nucleare moderna e teorica.

Ettore Majorana, fisico teorico oggi al centro di numerosi studi storici, viene descritto da Luciano Burderi come figura eccezionale già in giovane età all’interno dell’élite culturale italiana. Come afferma lo stesso Burderi, “assolutamente un ragazzo prodigio”, sottolineando il contesto familiare e la formazione che lo portarono a muoversi tra ingegneria e fisica con naturalezza straordinaria. Nel contesto del gruppo di via Panisperna, guidato da Enrico Fermi e Orso Maria Corbino, Majorana si inserisce come talento destinato a ridefinire la fisica atomica del ventesimo secolo.
Il racconto del confronto tra Ettore Majorana ed Enrico Fermi evidenzia una straordinaria capacità di calcolo mentale e analitico, documentata da testimonianze storiche e biografiche autorevoli.
Secondo Burderi, alla fine dei calcoli alla lavagna, la risposta era “anch’io”, a conferma della perfetta corrispondenza dei risultati tra i due scienziati. Questi episodi, riportati da Edoardo Amaldi, mostrano come la fisica teorica dell’epoca fosse caratterizzata da competizione intellettuale e rapidità di intuizione senza precedenti.
La discussione si concentra sulla scoperta del neutrone e sulle interpretazioni iniziali che coinvolsero ricercatori come James Chadwick e il gruppo di via Panisperna guidato da Enrico Fermi. Luciano Burderi ricorda che Ettore Majorana reagì con la frase “che s******, hanno scoperto il neutrone e non lo hanno ancora capito“, anticipando l’esistenza della particella. Questa intuizione dimostra la capacità di Majorana di anticipare concetti fondamentali della fisica moderna, poi confermati da esperimenti successivi e sviluppi teorici internazionali.
Nel racconto emerge il giudizio di Enrico Fermi, che colloca Ettore Majorana accanto a figure come Galileo e Newton nella storia della scienza italiana. Secondo Burderi, “Eh sì. Allora, io nel mio Pantheon nomino questi fisici“, sottolineando il ruolo centrale di Werner Heisenberg nella meccanica quantistica. Il riferimento include anche sviluppi successivi come la risonanza magnetica nucleare, derivata dalle intuizioni di quel periodo pionieristico della fisica atomica moderna e sperimentale.
La conclusione dell’intervista affronta il mistero della scomparsa di Ettore Majorana nel 1938, tra ipotesi di suicidio, fuga volontaria e scenari internazionali ancora discussi. Luciano Burderi osserva: “Eh sì, ci sono delle ombre indirette sul fatto che provasse una certa ammirazione per i regimi dell’epoca“, evidenziando le complessità biografiche del fisico. Diversi studiosi continuano a interrogarsi sul destino del fisico siciliano, simbolo di un genio assoluto e di un enigma ancora irrisolto nella storia della scienza moderna.
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