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Ep. 25 – L’Universo con le Onde Gravitazionali Giuseppe Valdes
A dieci anni dalla storica scoperta delle onde gravitazionali, la ricerca continua a rivoluzionare la nostra conoscenza dell’universo. Dal primo segnale rilevato nel 2015, gli scienziati hanno osservato oltre 390 eventi cosmici. Queste osservazioni stanno fornendo informazioni preziose su buchi neri, stelle di neutroni e fenomeni estremi che avvengono nel cosmo.
A fare il punto è Michele Punturo, dirigente di ricerca dell’INFN e coordinatore internazionale della collaborazione scientifica Einstein Telescope. Si tratta del grande progetto europeo dedicato allo studio delle onde gravitazionali che potrebbe essere realizzato in Sardegna e rappresentare il futuro di questo settore della ricerca.

Le onde gravitazionali furono previste nel 1916 da Albert Einstein nell’ambito della teoria della relatività generale. Per quasi cento anni rimasero soltanto un’ipotesi teorica. La loro rilevazione era considerata una sfida tecnologica quasi impossibile.
La svolta arrivò il 14 settembre 2015. In quella data i rivelatori americani LIGO registrarono per la prima volta il passaggio di un’onda gravitazionale. Il segnale era stato generato dalla fusione di due buchi neri. L’evento proveniva da una distanza di circa 1,3 miliardi di anni luce dalla Terra. I due buchi neri coinvolti avevano rispettivamente una massa pari a 29 e 36 volte quella del Sole.
Secondo Punturo, quella scoperta ha inaugurato una nuova era dell’astrofisica. Per la prima volta gli scienziati hanno osservato direttamente le deformazioni dello spazio-tempo provocate da eventi cosmici estremi. Un risultato che ha confermato una delle intuizioni più straordinarie di Einstein e aperto una nuova finestra sull’universo.
Nei dieci anni successivi alla prima osservazione, i rivelatori internazionali hanno registrato centinaia di eventi cosmici. Oggi la rete mondiale comprende i due osservatori LIGO negli Stati Uniti, Virgo in Italia e KAGRA in Giappone. Le onde gravitazionali hanno permesso di individuare numerose fusioni tra buchi neri e stelle di neutroni. Si tratta di informazioni che non possono essere ottenute con i telescopi tradizionali.
Tra le scoperte più importanti c’è l’identificazione dei cosiddetti buchi neri di massa intermedia. Questi oggetti rappresentano un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’universo. Gli scienziati hanno osservato fusioni capaci di generare buchi neri con masse superiori a 100 volte quella del Sole. Fino a pochi anni fa l’esistenza di questi oggetti era soltanto teorica.
Queste osservazioni stanno aiutando a comprendere meglio il legame tra i buchi neri di origine stellare e i buchi neri supermassicci presenti al centro delle galassie. Per Punturo è uno dei risultati più significativi raggiunti dall’astronomia gravitazionale moderna.
Le onde gravitazionali non rappresentano soltanto un nuovo strumento di osservazione. Hanno dato vita a una vera rivoluzione scientifica conosciuta come astronomia multimessaggera. Questo approccio combina i dati delle onde gravitazionali con quelli raccolti attraverso la luce, le onde radio, i raggi X e i raggi gamma.
In questo modo gli astronomi non si limitano più a osservare l’universo. Possono anche studiarne le vibrazioni attraverso le deformazioni dello spazio-tempo. Uno degli esempi più importanti è stato l’osservazione della fusione di due stelle di neutroni. L’evento ha prodotto sia onde gravitazionali sia segnali elettromagnetici rilevati dai telescopi di tutto il mondo.
Grazie a questa combinazione di informazioni, i ricercatori possono seguire l’evoluzione dei fenomeni cosmici per settimane o addirittura mesi. Questo permette di ottenere una comprensione molto più completa dei processi che avvengono nell’universo. In questo scenario si inserisce Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo di terza generazione dedicato alle onde gravitazionali.
La Sardegna è candidata a ospitare l’infrastruttura nel sito di Sos Enattos, in provincia di Nuoro. Se il progetto verrà realizzato sull’isola, sarà possibile aumentare in modo significativo la sensibilità delle osservazioni e studiare regioni dell’universo oggi ancora inesplorate.
Secondo Michele Punturo, Einstein Telescope rappresenta una delle più importanti sfide scientifiche internazionali dei prossimi decenni. Il progetto potrebbe inoltre trasformare l’Europa in un punto di riferimento mondiale per la ricerca sulle onde gravitazionali.
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