• home Home
  • keyboard_arrow_right Podcast
  • keyboard_arrow_rightEp. 25 – Promozione, Selargius e Campanedda volano
play_arrow

L'Informatore: dalla C alla Promozione

Ep. 25 – Promozione, Selargius e Campanedda volano

micAlberto Masu, Denis Fercia, Alessandro Colombinotoday12 Ottobre 2026

Sfondo
share close

Promozione: Selargius e Campanedda sorprendono

  • cover play_arrow

    Ep. 25 – Promozione, Selargius e Campanedda volano Alberto Masu, Denis Fercia, Alessandro Colombino

Il Selargius nel girone A e il Campanedda nel girone B sono tra le protagoniste del sorprendente avvio di stagione del campionato di Promozione sarda. I rossoblù selargini hanno conquistato cinque vittorie nelle prime cinque giornate, mentre la formazione della borgata sassarese ha costruito il proprio primato grazie a una difesa impeccabile, con appena sei gol segnati e nessuno subito nelle prime cinque partite. Due realtà diverse, accomunate dalla voglia di crescere attraverso il lavoro, la valorizzazione dei giovani e una programmazione attenta.

Il direttore sportivo del Selargius, Denis Fercia, e il dirigente del Campanedda, Alessandro Colombino, raccontano due percorsi che dimostrano come il calcio dilettantistico sardo possa svilupparsi attraverso modelli societari differenti, ma fondati su serietà, identità territoriale e continuità. Se il Selargius vuole consolidare la propria crescita senza perdere di vista l’obiettivo della salvezza, il Campanedda si gode un avvio che supera le aspettative e rafforza il legame tra la squadra e la comunità.

Alberto Masu e Denis Fercia negli studi di Radiolina

Selargius a punteggio pieno: cinque vittorie e un progetto basato sui giovani

Il Selargius ha iniziato il campionato di Promozione con cinque successi consecutivi, un risultato che ha sorpreso anche la dirigenza. Denis Fercia non nasconde la soddisfazione per un avvio difficile da immaginare alla vigilia, ma invita a mantenere equilibrio e realismo nella valutazione degli obiettivi stagionali.

La priorità della società resta disputare un campionato positivo, raggiungere la salvezza con il giusto anticipo e continuare a far crescere i giovani. La classifica offre entusiasmo e nuove prospettive, ma il direttore sportivo preferisce non alimentare aspettative premature sulla promozione in Eccellenza. La strada indicata è quella della programmazione, con l’ambizione di raggiungere in futuro una categoria superiore attraverso le proprie forze, senza investimenti sproporzionati e senza bruciare le tappe.

Tra i punti centrali del progetto c’è la valorizzazione dei calciatori più giovani, affidati alla guida di Antonio Prastaro, allenatore scelto per l’esperienza maturata e per la capacità di lavorare con i ragazzi. Per Fercia, dare spazio ai giovani significa avere il coraggio di sostenerli, accompagnarli nella crescita e consentire loro di acquisire esperienza sul campo. Un percorso che richiede tempo, soprattutto in un contesto nel quale il Selargius deve confrontarsi con società dotate di strutture e settori giovanili più consolidati.

Promozione sarda, Selargius e Campanedda sorprendono: i segreti della partenza sprint

Accanto ai risultati sportivi, resta però aperta la questione dell’impianto di gioco. Il Selargius è costretto a disputare le proprie partite casalinghe a Settimo San Pietro, lontano dal proprio campo, a causa dei lavori legati alla pista dell’impianto cittadino. Una situazione che rappresenta un problema non soltanto logistico, ma anche identitario ed economico.

Fercia ringrazia il Comune di Settimo San Pietro e le società che continuano a garantire ospitalità alla squadra, ma sottolinea quanto sia difficile costruire un progetto stabile senza una casa sportiva. Il sostegno del pubblico, con circa 300 spettatori presenti in una delle gare disputate in trasferta forzata, dimostra comunque il legame tra il Selargius e la propria città. La crescita sportiva, secondo il direttore sportivo, deve essere accompagnata da strutture adeguate, perché senza un impianto disponibile il rischio è che i progressi della società rimangano difficili da consolidare.

Fercia indica inoltre alcune delle squadre che potrebbero contendersi le posizioni di vertice nel girone A: Ferrini, Arborea, Borgo e Sant’Elena. Il campionato è ancora lungo e il Selargius vuole godersi il momento, affrontando ogni partita con ambizione, ma senza perdere di vista il progetto costruito negli ultimi anni.

Campanedda, dalla Seconda Categoria alla Promozione: una crescita che coinvolge tutta la comunità

Il percorso del Campanedda rappresenta un esempio di crescita graduale nel calcio dilettantistico sardo. La società, nata circa quarant’anni fa, ha avviato negli ultimi quindici anni un percorso di consolidamento che l’ha portata dalla Seconda Categoria fino alla Promozione, raggiunta nella stagione precedente. Al secondo anno nella categoria, la squadra si ritrova ora a lottare nelle zone alte della classifica, con un avvio che ha sorpreso anche i dirigenti.

Alessandro Colombino, da circa quindici anni all’interno della società, attribuisce i risultati al lavoro condiviso tra dirigenti, calciatori e comunità. L’obiettivo perseguito nel tempo era portare la squadra a un livello calcistico superiore, costruendo le condizioni per affrontare categorie più impegnative senza rinunciare alla propria identità.

I numeri iniziali raccontano una squadra solida: quattro vittorie e un pareggio nelle prime cinque giornate, sei gol realizzati e zero subiti. Una partenza che premia il lavoro del gruppo e la preparazione di Antonio Cocco, allenatore apprezzato per la competenza, l’autorevolezza e la capacità di motivare i giocatori. La squadra ha trovato un equilibrio che le permette di competere con avversari più esperti, pur nella consapevolezza che la stagione è ancora nelle fasi iniziali.

Denis Fercia – Direttore sportivo Selargius

Campanedda, il calcio come motore sociale: impianto sportivo e comunità al centro del progetto

Colombino invita a mantenere i piedi per terra. Tra le concorrenti del girone B indica il Ponte Alma, il Castelsardo e la Luzzese, sottolineando che ogni partita presenta difficoltà specifiche e che non esistono risultati scontati. L’obiettivo principale è disputare un buon campionato e continuare a crescere, lasciando che siano il campo e il lavoro quotidiano a definire le ambizioni.

Un ruolo decisivo è svolto dall’impianto sportivo in erba sintetica, realizzato nel 2021, che ha permesso alla società di migliorare le proprie condizioni operative. Il campo può accogliere circa 300 spettatori e rappresenta un punto di riferimento per una borgata che conta circa 4.500 abitanti, oltre a un bacino territoriale più ampio nella Nurra.

Le partite del Campanedda sono diventate un’occasione di incontro per persone di diverse generazioni, non soltanto residenti nella borgata, ma anche provenienti da Sassari, Porto Torres e dai centri vicini. Il pubblico è tornato ad avvicinarsi alla squadra, attratto dai risultati e dalla possibilità di vivere le gare in una struttura confortevole.

Per Colombino, il valore della società va oltre il calcio. Il Campanedda svolge una funzione sociale fondamentale per il territorio, offrendo ai giovani uno spazio di aggregazione e contribuendo a mantenere viva una comunità caratterizzata da abitazioni distribuite su un’area vasta, senza un unico centro urbano tradizionale. La prima squadra diventa così il simbolo di un progetto collettivo, sostenuto da dirigenti, famiglie, tifosi e volontari.

Settori giovanili, impianti sportivi e programmazione: due modelli per il calcio sardo

La crescita del Selargius e quella del Campanedda mettono in evidenza alcune delle principali sfide del calcio dilettantistico in Sardegna: la necessità di investire sui giovani, la disponibilità degli impianti sportivi e la capacità di costruire progetti sostenibili nel tempo. Le due società condividono la centralità della formazione, pur partendo da condizioni differenti.

Il Selargius sta lavorando per rafforzare il proprio settore giovanile in un contesto competitivo nel quale deve confrontarsi con realtà più strutturate, a partire dal Cagliari e dalle altre società dell’area metropolitana. La scelta di Antonio Prastaro risponde proprio alla volontà di affidare la squadra a un tecnico esperto, capace di valorizzare i ragazzi e di accompagnare una fase di ricostruzione.

Il Campanedda, invece, dispone di un settore giovanile che coinvolge circa cento tesserati e raccoglie ragazzi provenienti dalla Nurra. La società propone attività per diverse fasce d’età, dai più piccoli agli esordienti e ai giovanissimi, pur dovendo fare i conti con lo spopolamento e con la difficoltà di reperire un numero sufficiente di atleti per tutte le categorie.

L’impianto sportivo rappresenta un elemento decisivo anche per questa attività. Il campo in erba sintetica consente di ospitare gli allenamenti e le partite, rafforzando il legame tra la prima squadra e il vivaio. La società punta a rendere il progetto sempre più attrattivo, così da coinvolgere nuovi ragazzi e ampliare la base

Ogni lunedì con L’Unione Sarda tutto il meglio dello sport regionale

Ogni lunedì in edicola con L’Unione Sarda, arriva “L’Informatore Sportivo,” l’inserto gratuito che celebra il mondo dello sport regionale. Dal calcio al futsal, dalla pallavolo al basket e al tennis, coprendo tutte le discipline olimpiche e paraolimpiche praticate nell’Isola, “L’Informatore Sportivo” offre risultati, classifiche e approfondimenti per protagonisti e appassionati.

 

Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina


L'Informatore: dalla C alla PromozioneSport a 360°