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Ep. 29 – Saturno vicino alla Terra

today20 Settembre 2025 225 35 4

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Saturno: il 21 settembre si troverà vicino alla Terra

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    Ep. 29 – Saturno vicino alla Terra Manuel Floris, Gabriella Bernardi

Nel nuovo episodio di Una Finestra sull’Universo, condotto da Manuel Floris, l’astrofisica Gabriella Bernardi ha dedicato un approfondimento a Saturno, che il 21 settembre sarà in opposizione, raggiungendo la minima distanza dalla Terra e offrendo le condizioni ideali per l’osservazione del pianeta nel corso dell’anno.

Saturno.

Saturno protagonista del cielo notturno

In questo periodo, la Luna è crescente e la Via Lattea è ben visibile nei luoghi bui, attraversando il cielo da sud a nord, mentre le stelle del triangolo estivo ci accompagneranno fino a Natale. Con l’avvicinarsi dell’equinozio d’autunno, il pianeta Saturno diventa il protagonista, trovandosi in opposizione. Questa condizione, dove Saturno è opposto al Sole rispetto alla Terra, lo rende ideale per l’osservazione.

Saturno: un gigante gassoso affascinante

Saturno è un pianeta che affascina in modo particolare per i suoi anelli ed è uno dei corpi celesti più brillanti che sorge a est dopo il tramonto. Il 21 settembre, durante l’opposizione, la Terra si posizionerà tra il Sole e Saturno. In questa circostanza, Saturno sarà distante da noi poco più di 1 miliardo e 278 milioni di chilometri e rimarrà visibile per tutta la notte. È il secondo pianeta più grande del sistema solare, dopo Giove, e si trova a circa 1,4 miliardi di chilometri dal Sole. Questo gigante gassoso, è composto per oltre il 90% da idrogeno, con una quantità minore di elio e tracce di metano e ammoniaca. Una particolarità di Saturno è la sua bassa densità, inferiore a quella dell’acqua, il che lo renderebbe capace di galleggiare su un oceano gigantesco. La sua parte solida e rocciosa si trova esclusivamente nel nucleo, al centro del pianeta. I raggi solari impiegano circa 80 minuti per raggiungerlo, a differenza degli 8 minuti necessari per la Terra.

Gli anelli di Saturno: meraviglie di ghiaccio

La caratteristica più distintiva e stupefacente di Saturno sono i suoi anelli, visibili anche con ingrandimenti modesti. Contrariamente a quanto si possa pensare, questi anelli non sono solidi, ma costituiscono sistemi dinamici e complessi. Sono formati principalmente da frammenti di ghiaccio (circa il 90%), con una parte minore di polveri e ossidi, che possono essere micro o macro satelliti che ruotano attorno al pianeta. La loro straordinaria brillantezza è dovuta al fatto che il ghiaccio riflette la luce solare, agendo come uno specchio. Sebbene siano composti da miliardi di pezzi di ghiaccio e si estendano per milioni di chilometri dal pianeta, il loro spessore è incredibilmente ridotto, al massimo di 40 chilometri.

La scoperta degli Anelli: da Galileo a Cassini

Il primo a osservare Saturno con un telescopio fu Galileo Galilei nel 1610. Nei suoi scritti e disegni, egli descrisse il pianeta come un “sistema triplo”, con un corpo sferico centrale affiancato da due “lune” più piccole. Tuttavia, a causa dei pochi ingrandimenti (circa 20x) del suo strumento, Galileo non riuscì a comprendere la vera natura di queste strutture e rimase sorpreso quando, nel 1612, le osservò “sparire”. Quasi 49 anni dopo, nel 1659, l’olandese Christiaan Huygens risolse il mistero. Utilizzando un telescopio più avanzato, con una cinquantina di ingrandimenti, Huygens vide per la prima volta un unico anello che circondava il pianeta Saturno. La “scomparsa” degli anelli osservata da Galileo era dovuta al fatto che, essendo molto sottili, quando visti di taglio dalla Terra diventano quasi invisibili con strumenti a bassa potenza.

L’astronomo italo-francese Giovanni Domenico Cassini, nel 1675, con una tecnologia ancora superiore, fece un’ulteriore scoperta. Egli osservò che gli anelli non erano una struttura unica, ma erano composti da due anelli distinti, che oggi conosciamo come la Divisione di Cassini.

La missione Cassini-Huygens

In onore di questi due pionieri, la missione Cassini-Huygens è stata lanciata nel 1997 e ha orbitato attorno a Saturno dal 2004 al 2017. Questa grande collaborazione internazionale ha portato a scoperte fondamentali. La sonda Huygens è atterrata su Titano, la luna più grande di Saturno (scoperta da Huygens stesso), confermando la presenza di laghi e fiumi di metano liquido. La missione ha inoltre rivelato la scoperta di numerose altre lune, superando le 200, un numero superiore a quelle di Giove. Un altro satellite, Encelado, con la sua crosta ghiacciata che emette geyser di vapore acqueo dai poli, è considerato potenzialmente abitabile per la vita come la conosciamo.

Cosa succederà agli anelli di Saturno?

Oggi sappiamo che gli anelli di Saturno sono probabilmente nati dallo scontro di due lune ghiacciate. Tuttavia, il loro destino è segnato: si prevede che scompariranno nell’arco di circa 300 milioni di anni.

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