Nella nuova puntata di A tu per tu, la conduttrice Alessandra Carta incontra Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale, per un confronto sulla politica regionale. L’ospite racconta sfide istituzionali, rapporti politici e prospettive della legislatura usando toni diretti e un approccio orientato alla chiarezza. Secondo Comandini, il ruolo istituzionale richiede equilibrio, responsabilità e una costante presenza nei territori sardi.
Comandini spiega che fare il presidente significa costruire rapporti con maggioranza e opposizione mantenendo sempre rispetto e imparzialità. Racconta di aver “aperto il Consiglio regionale” con numerose iniziative pubbliche e incontri nelle scuole, favorendo l’educazione civica. Afferma che “le istituzioni meritano rispetto” e che l’astensionismo nasce anche dalla perdita di questo valore fondamentale. L’obiettivo è rafforzare il legame tra cittadini e rappresentanza democratica.
Il presidente sottolinea che la sua identità socialista resta compatibile con la funzione super partes che ricopre. Precisa che “serve buon senso e non faziosità” per guidare un’assemblea complessa come quella regionale. Aggiunge che nei ruoli apicali “non si può bleffare né cambiare idea dopo una decisione”, poiché servono linearità, onestà e lealtà. Questa visione, dice, lo accompagna nel lavoro quotidiano con forze politiche spesso distanti.

Comandini affronta il tema delle sette leggi regionali impugnate dal Governo, giudicandole numerose. Ritiene necessario aggiornare lo Statuto per adeguarlo alle nuove competenze delle Regioni. Ricorda il recente caso della sanità, in cui la Corte Costituzionale ha dato ragione alla Sardegna sulla reintroduzione dei medici in pensione. Aggiunge che la legislatura è stata condizionata dalla vicenda della possibile decadenza della presidente Todde, ma ora prevale maggiore serenità dopo la sentenza della Consulta.
Secondo Comandini, il dialogo nel Campo Largo non è semplice ma resta costruttivo se guidato da lealtà e obiettivi condivisi. Riconosce differenze tra PD e Movimento 5 Stelle, ma le considera parte naturale di una coalizione plurale. Alla domanda sulla leadership nazionale, dichiara che “Schlein non c’è dubbio” sia la figura più forte e capace di allargare la coalizione. Ammette di seguire con interesse la sindaca di Genova Silvia Salis, pur distinguendo nettamente i ruoli locali da quelli nazionali.
Comandini elenca tre scelte strategiche dei primi mesi di legislatura: continuità territoriale, riorganizzazione della sanità e difesa del territorio nella transizione energetica. Ricorda che il limite nazionale di 6,2 GW di rinnovabili non è stato deciso dalla giunta regionale, che invece ha definito le “aree idonee” per salvaguardare il paesaggio. Sottolinea che la Sardegna vuole puntare prima su tetti e aree già edificate. Conclude ribadendo che “l’obiettivo principale è far stare meglio la nostra isola”, attraverso lavoro onesto, programmazione efficace e decisioni condivise all’interno della coalizione.
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