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Ep. 32 – Asteroide 2023 CX1: l’allarme di sette ore prima dell’impatto in Francia

today11 Ottobre 2025 133

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Difesa planetaria sotto i riflettori: l’Asteroide 2023 CX1 mette alla prova le capacità di sorveglianza europee

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    Ep. 32 – Asteroide 2023 CX1: l’allarme di sette ore prima dell’impatto in Francia Manuel Floris e Daniele Gardiol

Nella nuova puntata di Una finestra sull’universo, condotto dall’astrofisico Manuel Floris, si parla di sicurezza cosmica. Ospite in collegamento era Daniele Gardiol, primo tecnologo presso l’Osservatorio astronomico di Torino e coordinatore della Rete Prisma INAF. L’argomento centrale dell’intervista era l’importanza di monitorare i meteoriti e gli asteroidi per affinare le nostre strategie di difesa planetaria. In particolare è stato analizzato l’Asteroide 2023 CX1, tracciato per la prima volta solo sette ore prima che cadesse sul nostro pianeta.

Asteroide 2023 CX1 (foto rappresentativa)

Un’eccezionale osservazione e l’allarme

Scoprire asteroidi di ridotte dimensioni che sono diretti verso la Terra non è un compito facile per gli astronomi professionisti. Il coordinatore Daniele Gardiol ha infatti dichiarato: “Gli asteroidi di così piccole dimensioni sono troppo scuri e troppo piccoli per essere osservati dai telescopi normalmente“. L’Asteroide 2023 CX1, che si stima fosse grande poco più di un metro, fu avvistato per la prima volta da un astrofilo con un piccolo telescopio in Ungheria. Il 12 febbraio 2023 l’oggetto è poi caduto in Normandia, una regione della Francia settentrionale. Dopo le prime osservazioni, fu possibile calcolarne con precisione l’orbita e prevederne l’impatto a poche ore dalla rilevazione iniziale. Il coordinatore Gardiol ha anche ricordato che il caso di 2023 CX1 rappresenta il settimo asteroide identificato prima che colpisse effettivamente il nostro pianeta.

Velocità e potenza di un impatto

La velocità di avvicinamento di questo corpo celeste fu estremamente elevata, muovendosi a oltre cinquantamila chilometri orari (14,5 km/s). L’asteroide, con una massa stimata intorno ai seicentocinquanta chilogrammi, si disintegrò nell’atmosfera sopra la Normandia. L’esplosione liberò un’energia calcolata pari a circa ventinove o trenta tonnellate di TNT, generando un’onda d’urto. Questo evento è storicamente rilevante in quanto: “È il primo asteroide che viene visto sia dai telescopi tradizionali, sia poi da reti basate a terra che osservano le meteore“. L’intera traiettoria, dalla scoperta nello spazio profondo all’esplosione atmosferica, è stata integralmente tracciata e studiata. È stato un fenomeno visibile da molteplici paesi, inclusi Francia, Germania, Belgio e Gran Bretagna.

Daniele Gardol

Il valore scientifico dei frammenti

L’osservazione e il tracciamento dei bolidi sono vitali per la difesa planetaria, soprattutto considerando eventi passati come quello di Čeljabinsk in Siberia nel 2013. Un asteroide di dieci-quindici metri si dissolse, ferendo oltre mille persone a causa dell’onda d’urto che infranse i vetri della città. Nel caso di 2023 CX1, il coordinatore Gardiol ha confermato che i frammenti sono stati rapidamente recuperati in Francia, con il primo ritrovamento dopo meno di tre giorni. Il frammento iniziale recuperato pesava novantacinque grammi ed è stato battezzato San Pierre Le Viger, seguendone poi altri venti. Gardiol ha sottolineato il valore scientifico dei detriti freschi affermando che: “Il valore scientifico delle meteorite appena cadute è altissimo perché sono incontaminate rispetto a meteoriti invece che sono rimaste sulla Terra per lungo tempo“. L’analisi ha rivelato che l’oggetto era una condrite ordinaria, una roccia mediamente povera di ferro, che non è risultata eccezionale nella sua composizione.

L’importanza della sorveglianza spaziale

L’attività di sorveglianza della Rete Prisma è continua, dimostrata anche da un evento accaduto il 14 febbraio, due giorni dopo l’impatto in Normandia. La rete ha osservato un bolide, derivato da un oggetto più piccolo di circa trenta centimetri, che ha attraversato i cieli tra Puglia e Basilicata. Tale frammento è poi caduto su un balcone, sbriciolandosi in numerosi pezzi, evidenziando la frequenza di tali fenomeni. L’Italia, con la Rete Prisma dell’INAF, mantiene un ruolo attivo in questo sistema di sorveglianza per aumentare le conoscenze e prevenire danni. La rete, che ha telecamere installate in scuole e osservatori, è fondamentale per calcolare con precisione i punti di caduta. Il 16 agosto 2019 un asteroide era già caduto nel mare di Sardegna, venendo avvistato da tutto il Mediterraneo occidentale.

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