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Interviste

Ep. 36 – Trappist-1e, un pianeta simile alla Terra

today8 Novembre 2025 102 55 5

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Trappist-1: sette pianeti rocciosi simili alla Terra

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    Ep. 36 – Trappist-1e, un pianeta simile alla Terra Manuel Floris, Giovanni Covone

Nuova puntata di Una finestra sull’universo, condotto dall’astrofisico Manuel Floris. Per parlare di pianeti extrasolari e delle scoperte più recenti è ospite in collegamento Giovanni Covone, professore di astronomia astrofisica all’Università Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Astrofisica.

Trappist-1e (Nasa)

Il sistema Trappist-1 e i pianeti rocciosi

Trappist-1 è un sistema planetario unico con sette pianeti rocciosi di dimensioni simili alla Terra. “Alcuni pianeti, come il pianeta E, si trovano nella zona abitabile, ma rivolgono sempre la stessa faccia alla loro stella”, spiega Covone. Questa configurazione crea condizioni estreme di giorno e notte, rendendo la loro osservazione fondamentale per comprendere come mondi terrestri possano evolvere.

Atmosfere e rilevazioni recenti

Le osservazioni più recenti con il James Webb Space Telescope hanno rivelato indizi di atmosfere promettenti attorno a Trappist-1e. “Abbiamo trovato tracce di azoto e metano, simili a quelle terrestri, ma i dati devono ancora essere confermati”, afferma Covone. Questa scoperta apre scenari nuovi per capire se pianeti rocciosi lontani possano sostenere acqua liquida o forme di vita.

Importanza scientifica del sistema

Studiare Trappist-1 aiuta a confrontare la nostra Terra con altri mondi rocciosi. “Comprendere perché la Terra e Venere, così simili all’apparenza, hanno avuto evoluzioni così diverse è fondamentale”, spiega Covone. Trappist-1 diventa così un laboratorio naturale per analizzare atmosfere, temperature e caratteristiche orbitali, contribuendo a definire le condizioni necessarie alla vita.

Il futuro delle osservazioni

Trappist continuerà a essere osservato da strumenti avanzati, tra cui James Webb e prossimi telescopi spaziali. “Ogni nuova rilevazione ci permette di capire meglio come evolvono pianeti simili alla Terra e quanto siano comuni sistemi potenzialmente abitabili”, conclude Covone. Lo studio di questo sistema offre l’opportunità di rispondere a domande fondamentali sulla frequenza della vita nell’universo.

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