Alessandra Carta – Giornalista e conduttrice – intervista Abramo Garau, ingegnere e dirigente pubblico in pensione. Puntata dedicata alla legge elettorale per le Regionali del prossimo 25 febbraio.
Per scegliere il nuovo governatore della Sardegna le urne aprono una sola giornata, che è appunto l’ultima domenica del mese. Nel corso della puntata sono stati esaminati tutti gli articoli chiave della legge elettorale, approvata dal Consiglio regionale nel novembre del 2013 e con la quale la Sardegna va al voto per la terza volta. In base alla norma, è previsto il voto disgiunto: significa che gli elettori possano votare per un candidato consigliere che appartiene a uno schieramento diverso dal candidato presidente per cui si esprime la preferenza.
La legge elettorale per le regionali prevede uno sbarramento al 10 per cento per le coalizioni, al 5 per le liste singole. I voti validi per la vittoria sono quelli che prendono i candidati governatori, non le liste. Si può esprimere la doppia preferenza di genere, cioè in una stessa lista possono essere votati insieme un uomo e una donna. Le circoscrizioni elettorali sono otto: Cagliari, Sulcis, Medio Campidano, Oristano, Ogliastra, Nuoro, Sassari e Gallura. Ciascun collegio, per legge, deve essere rappresentato in Consiglio regionale con almeno un seggio.

La ripartizione dei seggi avviene attraverso il quoziente, cioè un numero X di voti che dà diritto a un posto in Aula. Una volta esauriti i quozienti, l’assegnazione dei seggi è decisa con i resti, ovvero la differenza tra le preferenze prese da una determinata lista e il quoziente stesso. Infine il premio di maggioranza: scatta quando un candidato presidente prende tra il 25 e il 60 per cento. Sotto e sopra questa soglia, invece, l’assegnazione dei seggi viene fatta con metodo proporzionale.
Il premio di maggioranza è al 55 per cento quando un candidato presidente prende tra il 25 e il 40 per cento. Sono 33 seggi. All’opposizione ne restano 27. Il premio di maggioranza è al 60 per cento quando un candidato presidente prende tra il 40 e il 60 per cento. Sono 36 seggi. All’opposizione ne restano 24.
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