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Ep. 71 – Vedi Napoli e Giuseppe Valdes
Il nuovo episodio di 90 secondi + recupero, il podcast di Radiolina che vi racconta piccole storie rossoblù in un minuto e mezzo è dedicato a Napoli – Cagliari, ultima giornata del campionato di Serie A della stagione 2024/2025. Il match è terminato 2-0 per la squadra guidata da Antonio Conte, allo Stadio Maradona. I rossoblù hanno così vissuto la grande festa per il quarto scudetto conquistato dai partenopei.

È finito il campionato di Serie A e l’ultima trasferta della stagione per il Cagliari si è trasformata in un’esperienza esplosiva a Napoli. Una chiusura col botto – anzi, con i botti. In questo caso, il calcio è stato solo una parte del contesto: lo scudetto è diventato il pretesto perfetto per un’altra celebrazione in grande stile, come solo Napoli sa fare.
Napoli, 23 maggio 2025. Non era Capodanno, era molto di più. Era già successo nella stagione precedente, a Milano, quando l’Inter aveva la possibilità di festeggiare lo scudetto proprio contro il Cagliari. Quel giorno non andò così: preferirono aspettare la settimana successiva per esultare nel derby con il Milan.
Questa volta, però, l’arrivo a Napoli è stato qualcosa di unico. Con il sole che accendeva la città, la prima cosa che colpiva era l’azzurro ovunque: auto, balconi, monumenti, vetrine. Il rumore di sottofondo era un mix caotico e affascinante di clacson, motorini e le immancabili trombette da stadio – ancora più fastidiose delle vuvuzelas dei Mondiali in Sudafrica.
Già dal mattino, i fumogeni erano in azione, quasi a regolare il traffico umano e automobilistico. Nonostante la storica scaramanzia partenopea, gli stendardi con il 4° scudetto erano ovunque: nelle strade, nei bar, nei balconi delle case, ben prima del calcio d’inizio.
E poi, il cuore della festa: il culto eterno per Diego Armando Maradona. Dai murales nei Quartieri Spagnoli, ai cori incessanti dei tifosi, fino allo stadio che porta il suo nome. Quando McTominay e Lukaku hanno segnato, la terra ha tremato. E no, questa volta non si trattava di uno sciame sismico.
Al triplice fischio, è esplosa la pazzia collettiva. La città era paralizzata dalla gioia. Impossibile trovare un taxi per tornare in hotel. Ma a Napoli l’arte dell’arrangiarsi è una vera e propria laurea. Lele Casini, non è stato da meno: ritornare in metropolitana usando il biglietto già timbrato la mattina, e saltare la fila con una finta naturalezza da attaccante al 94°, è stato un gol all’incrocio dei pali.
Con la fine di questa stagione e il ricordo indelebile della trasferta partenopea, non resta che chiudere questo racconto con un arrivederci: alla prossima stagione, per nuove emozioni, nuove sfide e, chissà, magari un’altra festa scudetto… da vivere da protagonisti o da spettatori privilegiati.
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A cura di Lele Casini.
Montaggio di Giuseppe Valdes.
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