play_arrow
Ep. 95 – Enjoy The Moment Lele Casini
Il Cagliari si gode il quarto posto in classifica, quello spazio speciale che, se il campionato finisse oggi, significherebbe qualificazione alla Champions League. È una fotografia bellissima, resa ancora più preziosa dalla lunga pausa del campionato e dalla possibilità di assaporare per qualche settimana una sensazione che vale moltissimo: la felicità condivisa.
Complice la sosta, quel quarto posto con il nome del Cagliari evidenziato nel colore riservato alle squadre che oggi sarebbero in Champions League resta lì, davanti agli occhi dei tifosi. Una bella sensazione in un contesto generale spesso più grigio che luminoso, nel quale trovare momenti di leggerezza non è affatto scontato. Il calcio, però, è anche evasione, svago, sogno. È quella cosa che permette, almeno per qualche ora, di mettere da parte preoccupazioni e difficoltà e di lasciarsi trasportare dall’entusiasmo.

C’è un momento preciso in cui questa sensazione diventa collettiva. È il lunedì mattina, quando si fa colazione al bar, si entra in ufficio o si attraversa la città. Basta una maglia, un commento, un sorriso, una battuta sulla partita per capire che la passione per il Cagliari è diventata un linguaggio comune. La vittoria della propria squadra permette di condividere qualcosa con gli altri e, per un momento, di spostare tutto il resto sullo sfondo.
Dopo la vittoria di Udine, Elia Caprile ha raccontato un pensiero del tecnico Fabio Pisacane: il calcio può migliorare la vita delle persone. Una frase semplice, ma particolarmente adatta a descrivere quello che sta accadendo attorno al Cagliari. Non significa dimenticare la realtà o ignorare i problemi, ma concedersi uno spazio di leggerezza nel quale una partita, una vittoria e una classifica possono regalare emozioni autentiche.
È anche per questo che il quarto posto attuale assume un significato che va oltre i numeri. Il Cagliari oggi occupa una posizione che alimenta sogni, ricordi e possibilità, senza la necessità di sapere già come andrà a finire. Il calcio vive anche di questi momenti sospesi, nei quali il futuro non è ancora arrivato e tutto sembra possibile.
Vietato, naturalmente, scomodare gli eroi dello scudetto. Ma quando il Cagliari torna a respirare aria d’alta classifica è quasi inevitabile che la memoria corra ad altre stagioni e ad altri momenti nei quali la squadra rossoblù aveva fatto sognare la propria gente.
Il pensiero va alle notti europee del Cagliari di Giorgi, al Cagliari di Tabarez e a quella squadra guidata da Massimiliano Allegri che, nel girone d’andata della stagione 2019-20 con Rolando Maran in panchina, arrivò a vivere un periodo straordinario prima del crollo e dello stop imposto dalla pandemia. Esperienze differenti, epoche diverse, ma accomunate dalla stessa capacità del calcio di creare entusiasmo.
Sono stati momenti brevi, talvolta durati soltanto una parte di stagione o una manciata di partite. Ma non per questo meno veri. La durata non misura l’intensità di un’emozione. Ci sono momenti che restano proprio perché sono stati vissuti fino in fondo, senza preoccuparsi troppo di quello che sarebbe successo dopo.
Quanto durerà questa volta? È la domanda che inevitabilmente accompagna ogni momento positivo. Ma forse è anche la domanda meno utile. Perché chiedersi adesso quanto potrà durare la felicità del Cagliari? Non serve che una felicità duri per sempre per essere vera.
La classifica dice che oggi il Cagliari è quarto. E questo basta. Alla ripresa del campionato ci sarà una partita speciale, la Juventus, con i rossoblù davanti ai bianconeri in classifica. Un appuntamento che renderà ancora più concreta la sensazione di vivere qualcosa di particolare.
Fino ad allora, nessuno può togliere ai tifosi quel quarto posto. Per almeno tre settimane il Cagliari sarà lì, in zona Champions League, davanti alla Juventus e dentro una fotografia che vale la pena conservare. Non è ancora una promessa sul futuro e non è necessario trasformarla in una profezia. È semplicemente il presente. E il presente, per una volta, merita di essere vissuto senza troppe domande. Godersi il momento è parte stessa del calcio.
Il podcast esce ogni venerdì alle 14.15 ed è disponibile:
su Spotify
in radio su Radiolina
su radiolina.it
Tutte le puntate di “90 secondi + recupero” sono ascoltabili su Spotify a questo link:
https://open.spotify.com/show/6bDxG6F9Zq0Qrgc45EpNY5
L’universo di “90 + recupero” non si ferma al podcast. Due giorni dopo ogni partita del Cagliari, Lele Casini propone la sua analisi nella finestrella rosa della sezione sportiva de L’Unione Sarda, nella rubrica “90 + recupero”: uno spazio riconoscibile e atteso, dedicato ai commenti, riflessioni e spunti rossoblù a caldo.
Ogni lunedì in edicola con L’Unione Sarda, arriva “L’Informatore Sportivo,” l’inserto gratuito che celebra il mondo dello sport regionale. Dal calcio al futsal, dalla pallavolo al basket e al tennis, coprendo tutte le discipline olimpiche e paralimpiche praticate nell’Isola, “L’Informatore Sportivo” offre risultati, classifiche e approfondimenti per protagonisti e appassionati.
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina