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Estate 2025: ad Alghero, l’ombrellone diventa un lusso? Cristian Asara
L’estate è ufficialmente iniziata e le spiagge sono già un richiamo irresistibile. La comodità degli stabilimenti balneari – con ombrelloni, lettini, docce, cabine e bar a portata di mano – è un valore aggiunto che molti cercano per godersi appieno la giornata al mare. Tuttavia, per tante famiglie, l’accesso a questi servizi sta diventando un lusso sempre più inaccessibile. I prezzi sono in continua escalation, trasformando quello che un tempo era un piccolo investimento per la vacanza in una spesa che incide pesantemente sul budget estivo.
A confermarlo è la recente indagine di Altroconsumo sui prezzi degli stabilimenti balneari italiani per la stagione 2025, che rivela rincari significativi e un quadro tutt’altro che rassicurante. Tra le località prese in esame c’è anche Alghero.
L’analisi, condotta su oltre 213 stabilimenti lungo le coste italiane, evidenzia un costo medio di 212 euro per un ombrellone e due lettini nella settimana di agosto più richiesta, segnando un aumento del 17% rispetto al 2021. Se l’incremento medio rispetto allo scorso anno si attesta intorno al 5%, in alcune destinazioni turistiche gli aumenti superano addirittura il 9%. Il trend è il risultato dell’inflazione e di politiche di mercato che penalizzano i consumatori, spesso favorite da concessioni balneari che limitano la concorrenza.

Alghero si posiziona tra le destinazioni più costose
Nella classifica delle località più care, dopo Alassio e Gallipoli, troviamo proprio Alghero. Qui, il costo medio per assicurarsi un ombrellone con due lettini si aggira intorno ai 240 euro a settimana. Se si desidera la comodità della prima fila, il prezzo sale ulteriormente, raggiungendo i 251 euro. Queste cifre mettono in luce come una vacanza ad Alghero, pur offrendo paesaggi mozzafiato e servizi di qualità, richieda un investimento non indifferente per chi desidera il comfort di uno stabilimento balneare.
A titolo di confronto, località come Rimini spiccano per i prezzi più contenuti, con una media di 150 euro per ombrellone e due sdraio, senza aumenti rispetto alla scorsa estate. Anche Lignano Sabbiadoro (154 euro), Senigallia (158 euro) e Anzio (176 euro) offrono opzioni più accessibili.
I costi “nascosti” degli stabilimenti
Oltre al costo base di ombrellone e lettini, l’indagine di Altroconsumo rivela la presenza di numerosi costi extra che possono far lievitare ulteriormente la spesa. Dalla doccia a pagamento (anche quella fredda) al noleggio della cabina, dall’uso del frigorifero ai giochi in spiaggia, fino a un biglietto d’ingresso aggiuntivo per persone oltre le due incluse nella postazione, o persino per i servizi igienici. Questi “piccoli” supplementi possono incidere notevolmente sul budget, penalizzando in particolare le famiglie più numerose.
Spiagge libere: un’alternativa sempre più rara
Per chi cerca di risparmiare, la soluzione più ovvia sarebbe optare per le spiagge libere. Tuttavia, in molte località italiane, inclusa la Sardegna, queste aree sono spesso limitate o relegate a zone meno accessibili e talvolta meno curate. In comuni come Pietrasanta, Camaiore o Laigueglia, oltre il 90% della costa è occupato da stabilimenti privati, lasciando pochissimo spazio per le spiagge pubbliche. Una situazione che deriva in gran parte da una politica di concessioni balneari poco trasparenti e “infinite”, che limita la concorrenza e contribuisce a mantenere alti i prezzi, rendendo sempre più difficile per le famiglie godere liberamente del mare.
In sintesi, mentre Alghero continua a essere una destinazione ambita per le sue bellezze, è fondamentale per i vacanzieri essere consapevoli dei costi degli stabilimenti balneari, che la collocano tra le mete più esclusive in termini di spesa per la spiaggia.
Radio Smeralda, puntata del 05 luglio 2025.