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Interviste

Fiorella Sanna, la fotografa che racconta Cagliari con uno sguardo retrò

micGiulio Zasso, Michele Ruffi, Fiorella Sannatoday8 Settembre 2026 10

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Folle Città: le fotografie di Fiorella Sanna tra passato e presente

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    Fiorella Sanna, la fotografa che racconta Cagliari con uno sguardo retrò Giuseppe Valdes

Cagliari vista attraverso luoghi quotidiani, scorci lontani dalle cartoline e atmosfere che sembrano arrivare da un’altra epoca. È questa la cifra del progetto Folle Città di Fiorella Sanna, fotografa che negli ultimi mesi ha conquistato una crescente attenzione sui social grazie a una serie di immagini ambientate a Cagliari e nell’hinterland.

La sua fotografia urbana parte da luoghi spesso poco osservati: strade, edifici, angoli periferici e contesti che fanno parte della vita di tutti i giorni. A questi scenari reali vengono affiancati persone, abiti, oggetti e situazioni costruite, creando un particolare cortocircuito tra presente e passato.

Fiorella Sanna – Fotografa

Folle Città: la fotografia urbana di Fiorella Sanna

Le immagini di Folle Città non nascono casualmente. Fiorella Sanna individua prima uno scorcio urbano, spesso lontano dai luoghi più conosciuti di Cagliari, e successivamente costruisce intorno a quello scenario la fotografia. Il protagonista può essere una persona, un abito, un oggetto oppure un gesto quotidiano, ma il vero centro dello scatto resta sempre il contesto urbano.

La fotografa utilizza anche riferimenti estetici legati soprattutto agli anni Ottanta, con colori, abbigliamento e musiche dal sapore pop e disco. Il risultato è una rappresentazione di Cagliari riconoscibile soprattutto da chi conosce bene la città, ma allo stesso tempo insolita. Luoghi ordinari diventano il palcoscenico di piccole storie straordinarie, capaci di evocare ricordi e senso di appartenenza.

Cagliari senza cartoline: persone, edifici e memoria

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è proprio la scelta di raccontare la Cagliari meno conosciuta e meno fotografata. Non solo monumenti e panorami, ma anche edifici e spazi urbani che normalmente passano inosservati. In alcuni casi si tratta persino di architetture importanti, realizzate da progettisti di rilievo, che non sempre vengono riconosciute come tali.

Per realizzare gli scatti, Sanna effettua sopralluoghi e studia con attenzione la luce e le ombre sugli edifici. I protagonisti sono spesso amici o persone comuni, non necessariamente modelli professionisti, scelti in base alla storia che la fotografa vuole costruire.

La presenza dell’intelligenza artificiale non sostituisce la realtà dello scatto. Le fotografie vengono realizzate fisicamente nei luoghi scelti, mentre gli strumenti digitali possono essere utilizzati in fase di postproduzione per eliminare elementi di disturbo, come automobili o dettagli indesiderati. Per Sanna, però, la fotografia continua a essere soprattutto un rapporto diretto con il territorio e con le persone.

Dalla fotografia sui social alle stampe e alle mostre

Il successo di Folle Città ha dato a Fiorella Sanna una visibilità superiore rispetto ai suoi precedenti progetti personali. Un risultato arrivato anche attraverso i social, pur senza una strategia digitale particolarmente studiata. A funzionare sembra essere soprattutto il legame tra le immagini e il territorio, con molti utenti che riconoscono nei suoi scatti luoghi familiari reinterpretati attraverso uno sguardo originale.

Accanto alla dimensione digitale, la fotografa continua però a credere molto nella fotografia stampata. Sul suo sito sono disponibili le stampe delle immagini, comprese quelle realizzate in fine art, e sono in programma nuovi appuntamenti espositivi.

La stampa occupa infatti un ruolo importante nella sua visione: in un’epoca in cui migliaia di fotografie rimangono archiviate sugli smartphone o nel cloud, un’immagine fisica può diventare un ricordo destinato a durare nel tempo.

Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi

La Strambata del 08-09-2026

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