La missione umanitaria della Global Sumud Flotilla si è conclusa con il fermo di centinaia di attivisti diretti verso la Striscia di Gaza. La marina israeliana ha intercettato tutte le 54 imbarcazioni partite dal distretto di Marmaris, in Turchia, trasferendo a bordo delle proprie navi circa 430 persone. Tra queste anche 29 cittadini italiani. Secondo le autorità israeliane, si è trattato della fine di una “flottiglia di propaganda”, con il successivo trasferimento degli attivisti verso il porto di Ashdod per le procedure di identificazione e gestione consolare. Andrea Deidda, della redazione di UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Tra i fermati figurano anche due attivisti sardi, Ilaria Mancosu e Gianfranco Frongia, rispettivamente imbarcati su Amazon e Last Dream. Durante le operazioni di abbordaggio, la situazione è degenerata in momenti di forte tensione: alcune imbarcazioni, inizialmente sfuggite al blocco, sarebbero state nuovamente intercettate a circa cento miglia nautiche da Gaza, con segnalazioni di colpi esplosi contro alcune unità. La Flotilla ha chiesto chiarimenti e protezione per gli equipaggi, sottolineando la presenza di cittadini italiani tra i fermati e sollecitando l’intervento delle autorità nazionali.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto verifiche urgenti sull’uso della forza e garanzie di trattamento dignitoso per tutti gli attivisti. È stato coinvolto anche l’ambasciatore italiano in Israele per assicurare tutela e assistenza consolare. Secondo il Ministero degli Esteri israeliano, i fermati saranno trasferiti ad Ashdod, dove potranno scegliere tra espulsione volontaria o ulteriori procedure legali. Per i 29 italiani si apre ora una fase delicata, seguita dal team legale della ONG Adalah, mentre cresce l’attenzione diplomatica su sicurezza e diritti degli attivisti coinvolti.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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