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Gennaio, mese più lungo: perché sembra non finire mai? Cristian Asara
Il mese di gennaio, noto per sembrare il più lungo dell’anno, può generare sensazioni di tristezza e sconforto. Questa percezione è spesso legata al cosiddetto “Blue Monday“, il terzo lunedì di gennaio, in cui l’euforia delle festività natalizie svanisce e i buoni propositi per il nuovo anno iniziano a scemare.
Secondo gli psicologi, diversi fattori contribuiscono a questo malessere, tra cui il tempo trascorso dalle vacanze, il meteo, il debito accumulato durante le festività e la difficoltà nel mantenere i buoni propositi.
L’insorgere di queste sensazioni può portare a una percezione distorta del tempo, facendo sembrare gennaio interminabile. Dopo un periodo festivo di euforia e speranza, in cui ci siamo prefissati obiettivi ambiziosi per il nuovo anno, spesso ci si rende conto che la motivazione iniziale svanisce rapidamente.
Le sfide quotidiane, i problemi e l’assenza di supporto possono ostacolare il perseguimento dei nostri obiettivi, generando frustrazione e disagio. Inoltre, la consapevolezza di aver speso eccessivamente durante le festività può peggiorare il quadro emotivo, contribuendo a rendere gennaio un mese difficile da affrontare.
In generale, quando ci sentiamo infelici o ansiosi, tendiamo a concentrarci maggiormente sul passare del tempo, percependolo come dilatato. Questo fenomeno può contribuire alla sensazione che gennaio non abbia mai fine.
È importante essere consapevoli di questi meccanismi per affrontare in modo costruttivo le sfide emotive che questo periodo può generare.
È importante prestare attenzione al proprio benessere emotivo e cercare supporto qualora ci si senta sopraffatti dalle sfide che gennaio può presentare.
A cura di Cristian Asara
Radio Smeralda, puntata del 30 gennaio 2024.