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Genova, scopre di avere una pensione da 1.400 euro dopo anni di stenti Cristian Asara
Un uomo di 75 anni, che fino a poco tempo fa sopravviveva grazie all’assegno di inclusione, ha deciso di rivolgersi al Patronato Inca Cgil di Genova per una semplice verifica sulla pensione sociale. Come racconta Il Messaggero, durante l’analisi dei documenti, le operatrici hanno notato una particolarità nel suo estratto contributivo: l’uomo aveva lavorato in mare per diversi anni. Recuperando il vecchio libretto di navigazione, sono emersi periodi di versamenti che si credevano ormai perduti, ma che si sono rivelati fondamentali per il calcolo della sua posizione previdenziale.

Grazie al ritrovamento di questa documentazione, il lavoratore ha ottenuto il riconoscimento della pensione di vecchiaia, pari a 1.400 euro mensili. Poiché il diritto era maturato già da tempo ma non era mai stato esercitato, l’Inps ha dovuto corrispondere anche gli arretrati non riscossi, che ammontano alla cifra record di 106mila euro. Questo passaggio ha permesso all’uomo di uscire istantaneamente da una condizione di indigenza, restituendogli la dignità di un reddito frutto dei propri sacrifici lavorativi.
Questa vicenda mette in luce quanto spesso i cittadini ignorino i propri diritti o abbiano una visione incompleta della propria carriera contributiva. Situazioni di questo sono più comuni di quanto si pensi. Un controllo tecnico approfondito, specialmente per chi ha svolto lavori saltuari o in settori specifici come quello marittimo, può fare la differenza tra vivere con il minimo indispensabile e godere di una pensione dignitosa.
Radio Smeralda, puntata del 13/02/2026
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