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Giornata nazionale contro lo spreco alimentare: ecco come ridurlo stage@radiolina.it
Oggi è la giornata nazionale contro lo spreco alimentare: un problema di impatto ambientale ma anche economico e sociale. L’Università di Bologna e il Ministero dell’Ambiente hanno ideato la campagna spreco zero che quest’anno arriva alla 12esima edizione. Luca Falasconi, docente del dipartimento di scienze agroalimentari a Bologna, è il co-coordinatore della campagna. Attraverso questa iniziativa, si cerca di raggiungere l’obbiettivo di dimezzare gli sprechi entro il 2030 previsto dall’Onu.

In Italia si sprecano circa 620 grammi di cibo a persona ogni settimana, che si tramuta in 32 kg ogni anno. In Sardegna gli sprechi sono il 4% in più rispetto alla media nazionale. Il dato più controverso emerso dall’ultima indagine sugli sprechi alimentari domestici, è il fatto che le famiglie più toccate dagli sprechi sono quelle a reddito più basso. A causare questo fenomeno è sicuramente il fatto che chi ha un reddito più basso ha necessità di acquistare cibi di minor qualità. Questi alimenti si deteriorano molto più velocemente rispetto ad altri, comportando uno spreco maggiore.
Per evitare gli sprechi è importante iniziare dalla spesa. Prima di tutto è fondamentale stilare accuratamente la lista della spesa, aggiungendo solo ciò di cui si ha realmente bisogno. In più, bisogna fare attenzione alle scadenze, capendo anche la differenza tra la data di scadenza e la preferenza di consumo. Inoltre, gli psicologi hanno messo in evidenza come andare a fare la spesa a stomaco vuoto aumenti la probabilità di comprare più cibo di quello di cui si necessiti.
La campagna contro lo spreco alimentare parte dalla “#sprecozero Challenge“. Come spiega il Prof. Falasconi, «Attraverso l’app Sprecometro, il consumatore avrà uno strumento per monitorare quello che getta via e troverà informazioni che lo aiuteranno a ridurre gli sprechi». Si tratta di un’app gratuita che si trova in tutti gli store digitali e che ha come obbiettivo quello di ridurre gli sprechi alimentari. L’ideale sarebbe arrivare al di sotto dei 400 grammi settimanali pro-capite. La famiglia che vincerà la sfida avrà un doppio premio: avrà a disposizione una fornitura di cibo di qualità da destinare a un’associazione che aiuta le persone in condizioni di disagio nel proprio territorio, e, ovviamente, contribuirà alla riduzione degli sprechi alimentari.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 05-02-2025
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