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Ep. 08 – Giro di Sardegna 2026, l’Isola sogna un nuovo campione Carlo Alberto Melis, Alberto Loddo, Stefano Pilato
Il Giro di Sardegna 2026 segna la 30ª edizione di una competizione storica, nata nel 1958 e pronta a riportare l’isola al centro del ciclismo internazionale. “Vincere a Cagliari è stata la vittoria più bella della mia carriera”, ha dichiarato Alberto Loddo, ricordando l’edizione 2010 davanti al pubblico sardo. La corsa, che riparte da Castelsardo, ha visto nell’albo d’oro quattro successi di Eddy Merckx, confermandosi evento di prestigio assoluto nel panorama mondiale.

Il 2010 resta una data simbolica per il ciclismo isolano grazie allo sprint vincente di Alberto Loddo sotto la scalinata di Bonaria a Cagliari. “Negli ultimi ottanta metri, con il boato di Cagliari, ho trovato l’inerzia per passare”, ha raccontato Loddo, descrivendo l’emozione di quella volata combattuta. In gruppo c’erano campioni come Alessandro Petacchi, lanciato da Danilo Hondo, e Michele Scarponi, che contribuì a pilotare Loddo verso un successo storico.

Cresciuto nella Polisportiva Capoterra, Loddo conquistò due bronzi mondiali juniores su pista prima di dedicarsi definitivamente alla strada. “La pista era nelle mie corde, ma preferivo la strada”, ha spiegato l’ex professionista, ricordando la scelta decisiva del 1998. Il 2001 fu l’anno della consacrazione tra i dilettanti, con dodici vittorie e il trionfo al prestigioso Gran Premio della Liberazione, trampolino verso il professionismo.
Il passaggio alla Lampre avvenne sotto la guida di Giuseppe Saronni, con debutto in Qatar e prima vittoria dopo pochi giorni. “Correre contro Cipollini e quella generazione non era facile”, ha ammesso Loddo, sottolineando le difficoltà di emergere senza un treno dedicato. Nel complesso, l’ex sprinter ha conquistato 26 vittorie tra i professionisti, confrontandosi con campioni come Tom Boonen.
Tra il 2009 e il 2011 l’organizzazione guidata da Stefano Pilato rilanciò la corsa con un forte orientamento al marketing territoriale. “Il Giro deve nascere dal basso, non dall’alto”, ha dichiarato Pilato, spiegando la sua visione condivisa con comunità e operatori locali. Nel 2011 l’arrivo sulla Giara esaltò il talento emergente di Peter Sagan, simbolo di un’edizione tecnicamente selettiva e spettacolare.
Tra i rimpianti di Loddo resta la mancata vittoria di tappa al Giro d’Italia, sfiorata con un terzo posto in Belgio. “Non avendo un treno, saltavo da una ruota all’altra e spesso arrivavo già al limite”, ha ricordato l’ex velocista. Il sogno di vincere nella corsa rosa rimane incompiuto, ma la vittoria a Cagliari resta una pagina indelebile del ciclismo sardo.
Guardando al presente, Loddo invita società e comitato regionale a investire maggiormente sui giovani talenti isolani. “Bisogna portare i ragazzi a correre fuori dalla Sardegna già da allievi”, ha sottolineato, indicando l’esperienza nazionale come chiave di crescita. Dopo l’era di Fabio Aru, la Sardegna cerca nuovi campioni, puntando su programmazione, visione e continuità istituzionale.
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