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Guerra in Medio Oriente, il generale Camporini: “Manca uno scopo politico chiaro”

today4 Marzo 2026 68

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Guerra nel Medio Oriente, escalation dopo l’attacco all’Iran

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    Guerra in Medio Oriente, il generale Camporini: “Manca uno scopo politico chiaro” Massimiliano Rais, Vincenzo Camporini

La guerra nel Medio Oriente entra in una fase imprevedibile dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, con raid in Libano e missili contro il Kuwait. Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, si registrano bombardamenti su Teheran, un attacco a una nave iraniana e il rinvio delle esequie della guida suprema. Il generale Vincenzo Camporini avverte: “Una guerra che non sarà sicuramente breve e di cui non conosciamo assolutamente i contorni”.

Un momento dell’esplosione che si è verificata in un edificio nella zona di Palm Jumeirah (L’Unione Sarda)

Guerra in Medio Oriente: obiettivi strategici e incognite politiche

L’analisi si concentra sull’assenza di un chiaro obiettivo politico dell’operazione militare avviata da Washington e sostenuta da Israele nel teatro mediorientale. Camporini sottolinea: Un’operazione militare deve essere giustificata da uno scopo politico, il cosiddetto end state, ma in questo caso non sappiamo quale sia. Il generale cita anche il ruolo di Donald Trump e di Benjamin Netanyahu, spiegando: “Non è chiaro se si voglia cambiare il regime iraniano o eliminare le capacità missilistiche”.

Basi italiane e ruolo della Sardegna

Tra i timori più diffusi emerge il possibile coinvolgimento dell’Italia e delle basi militari in Sardegna nel conflitto in corso nel Golfo. Camporini esclude questa ipotesi: “Si tratta di un’operazione nazionale non concordata nell’ambito dell’Alleanza Atlantica, quindi le installazioni NATO in Italia non sono disponibili”. Il generale ribadisce che non vede rischi diretti per il territorio nazionale, aggiungendo: “Non è pensabile un coinvolgimento delle nostre basi in questa operazione”.

Brigata Sassari e missione Unifil nel Libano del sud

Resta invece delicata la situazione della Brigata Sassari impegnata nel sud del Libano nella missione UNIFIL. Nell’area compresa tra il fiume Litani e la Linea Blu si sono registrate incursioni israeliane, in una zona ristretta dove operano anche militari italiani. Camporini chiarisce: “I nostri militari hanno in questo momento l’unico compito di proteggersi, perché non possono essere coinvolti nelle operazioni”.

I rischi per i militari italiani e per i connazionali

Il quadro resta complesso, ma secondo l’ex capo di Stato Maggiore della Difesa le misure di sicurezza sono adeguate al contesto operativo. “I sistemi di protezione di cui sono dotati e le cautele del comando sono sufficienti, quindi non nutrirei preoccupazioni eccessive”, afferma Camporini. Il generale conclude evidenziando che i principali rischi riguardano i connazionali presenti nell’area, in uno scenario che resta altamente instabile.

La Strambata del 04-03-2026

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