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I cavi sottomarini di internet e la loro fragilità Cristian Asara
Immaginate una tela di cavi, lunga oltre 1,4 milioni di chilometri, che avvolge il globo e trasporta il 90% del traffico internet globale. Questi cavi, spesso non più grandi di un tubo da giardino, giacciono sul fondo degli oceani, collegando continenti, alimentando reti e garantendo la nostra connessione quotidiana al mondo digitale.
Eppure, questa infrastruttura fondamentale è vulnerabile. Un incidente, come il taglio di un cavo nel Mar Rosso nel 2022, può interrompere la connettività di interi paesi, con gravi conseguenze economiche e sociali.
Il Mar Rosso rappresenta un punto nevralgico per la rete internet globale. Da qui passano 20 cavi sottomarini che trasportano il traffico internet tra Asia, Europa e Africa. Un vero e proprio collo di bottiglia che, se compromesso, può causare disagi a miliardi di persone.
I cavi sottomarini sono minacciati da diverse cause: ancore di navi, terremoti, attività di pesca e persino attacchi deliberati. La loro fragilità è stata recentemente evidenziata dagli attacchi attribuiti agli Houthi nel Mar Rosso, che hanno interrotto il 25% del traffico internet tra Asia e Europa.
La sicurezza di questa infrastruttura critica è fondamentale. La diversificazione delle rotte dei cavi, l’implementazione di sistemi di sicurezza avanzati e la collaborazione internazionale sono necessari per proteggere la rete da interruzioni e minacce.
La prossima volta che vi connettete a internet, ricordate che non è solo “nella nuvola”. La rete ha un corpo ben definito, fatto di cavi e connessioni fisiche che attraversano mari e oceani. La sua vulnerabilità ci ricorda l’importanza di investire nella sua sicurezza e resilienza.
Radio Smeralda, puntata del 5 marzo 2024.