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Igiene delle mani, la lezione dimenticata: perché resta decisiva per prevenire infezioni Fabio Leoni
In occasione della Giornata Mondiale per l’Igiene delle Mani promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’attenzione torna su una pratica semplice ma decisiva per la prevenzione delle infezioni. Il professor Giovanni Sotgiu sottolinea: “Lavare bene le mani significa ridurre significativamente il rischio di infezioni respiratorie, gastrointestinali, cutanee e oculari”. Questo gesto quotidiano, spesso sottovalutato, rappresenta una delle strategie più efficaci e accessibili per proteggere la salute individuale e collettiva.

L’importanza dell’igiene delle mani affonda le radici nella storia della medicina, grazie al lavoro pionieristico di Ignaz Semmelweis nel 1847. Il professor Sotgiu ricorda: “Semmelweis dimostrò che il lavaggio delle mani con cloruro di calce riduceva drasticamente infezioni e mortalità”. L’osservazione della trasmissione di agenti patogeni durante le autopsie segnò una svolta nella prevenzione sanitaria. Oggi, quella scoperta resta un pilastro della medicina moderna, confermata da evidenze scientifiche consolidate e pratiche cliniche quotidiane.
Per ottenere benefici concreti, è fondamentale adottare tecniche corrette di lavaggio delle mani, rispettando tempi e modalità precise. Il professor Sotgiu spiega: “Con acqua e sapone servono tra i quaranta e i sessanta secondi, mentre la soluzione idroalcolica è utile quando le mani sono pulite”. L’attenzione deve concentrarsi su palmi, dorsi, spazi interdigitali e unghie, dove si annidano i microrganismi. Una corretta asciugatura completa il processo, evitando di ridurre l’efficacia dei prodotti disinfettanti utilizzati.
L’igiene delle mani assume un ruolo cruciale soprattutto nei contesti collettivi come scuole e strutture sanitarie, dove il rischio di contagio è più elevato. Il professor Sotgiu avverte: “L’antibiotico-resistenza è una pandemia silente e senza prevenzione potremmo perdere armi fondamentali contro i batteri”. L’educazione sanitaria fin dall’infanzia e la disponibilità di dispositivi adeguati sono elementi chiave. Dopo la pandemia, mantenere alta l’attenzione su queste pratiche è essenziale per evitare nuove emergenze sanitarie globali.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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