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L’assemblea CIA: gli scenari futuri per l’agricoltura in Sardegna Giuseppe Valdes
Oggi si è tenuta a Cagliari l’assemblea regionale della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori). L’incontro si è focalizzato sulle sfide cruciali che il settore agricolo sta affrontando. Tra i temi centrali discussi vi sono i potenziali dazi commerciali, le tensioni geopolitiche, la guerra commerciale e i cambiamenti climatici. Il TG di Videolina ha seguito l’evento, raccogliendo interviste a figure chiave del mondo agricolo sardo e nazionale.

I dazi universali annunciati da Trump destano forte preoccupazione nel settore. Cristiano Fini, presidente nazionale della CIA, ha sottolineato come questa eventualità rappresenterebbe una mannaia per un’agricoltura già provata da diverse problematiche. Rimane da chiarire l’entità precisa dei dazi e su quali prodotti si applicheranno.
Fini ha spiegato che se i dazi fossero universali, potrebbero interessare anche il settore agroalimentare. È fondamentale comprendere se il preannunciato dazio del 20% sia da intendersi come totale o aggiuntivo alle tariffe già esistenti. Prendendo l’esempio del pecorino romano, attualmente soggetto a un dazio di €1,88 al chilo (15%), l’impatto di un ulteriore 5% sarebbe meno grave rispetto a un aumento del 20%.
Al contrario, per il settore vinicolo, con dazi attuali dell’1% sui vini fermi e del 3,5% sui frizzanti, un incremento al 20% avrebbe conseguenze molto pesanti sull’export. La risposta a questa minaccia non può essere data a livello regionale o nazionale, ma deve provenire dall’Unione Europea. L’UE dovrà agire con determinazione e tempestività per evitare una dannosa guerra dei dazi.
Gianfranco Satta, assessore all’agricoltura in Sardegna, ha evidenziato come, parallelamente all’azione europea, anche i territori e le regioni debbano fare la loro parte. L’introduzione di dazi destabilizza i mercati, in particolare il settore agroalimentare sardo, con il pecorino romano che rappresenta una quota significativa dell’export verso gli Stati Uniti. Ciò determina un’instabilità nei prezzi che richiede interventi correttivi a livello europeo per proteggere le imprese agricole e i produttori di latte.
Un’altra emergenza cruciale per la Sardegna è la siccità. L’assessore Satta ha sottolineato la necessità di investimenti strutturali nelle condotte idriche, ma anche di promuovere una cultura dell’utilizzo responsabile dell’acqua attraverso l’innovazione e il monitoraggio delle reti. La Regione ha previsto un piano regionale con 151 milioni di euro stanziati tramite l’FC per i consorzi di bonifica, al fine di migliorare l’efficienza delle reti idriche.
Francesco Erbì, presidente regionale della CIA, ha delineato un quadro generale preoccupante per l’agricoltura sarda, caratterizzata da difficoltà economiche e mancanza di prospettive. La novità dei dazi colpisce in particolare il settore ovicaprino, con ricadute importanti difficili da quantificare al momento a causa dell’incertezza sulla potenziale riduzione degli acquisti nel mercato americano e sulla capacità di reindirizzare i prodotti verso altri mercati. Tuttavia, una prima stima indica una potenziale perdita di circa 10 centesimi per litro di latte a causa dei dazi.
Oltre ai dazi, la persistente siccità costringe gli allevatori e i produttori agricoli a ridurre le produzioni e a selezionare attentamente le colture per risparmiare acqua. La carenza idrica è aggravata dalle perdite nelle reti di distribuzione, rendendo necessario un nuovo piano per l’approvvigionamento idrico in Sardegna. Sebbene vi siano segnali positivi riguardo al recupero dei ritardi nei pagamenti dei premi agli agricoltori, la programmazione 2023-2027 è ancora in gran parte da attuare, con pochi bandi effettivamente partiti, inclusi quelli per i giovani e per l’infrastrutturazione delle aziende, cruciali per il rilancio del settore.
Infine, Erbì ha lanciato un allarme sulla scomparsa della “vera” agricoltura in Sardegna, quella delle produzioni ortofrutticole, con una drastica riduzione delle aree coltivate e una forte dipendenza dalle importazioni. L’appello è a una seria riprogrammazione dell’agricoltura sarda, pianificando attentamente i settori dell’ortofrutta e dell’allevamento e gestendo le emergenze, come la sicità e la Bluetongue, che sono ormai diventate condizioni permanenti. La giunta regionale è chiamata a intervenire rapidamente per evitare la chiusura delle aziende agricole.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 03-04-2025
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