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Il rapporto Censis 2024: la fotografia annuale dell’Italia e degli italiani Giuseppe Valdes
Ogni anno, il Censis, il centro studi investimenti sociali fondato nel 1964, elabora un ritratto dell’Italia e degli italiani. Il rapporto Censis 2024, il 58esimo della sua storia, è stato pubblicato il 6 dicembre scorso. In questi giorni, molti commentatori autorevoli hanno analizzato i risultati di questa approfondita fotografia del Paese. Ma cosa ci dice realmente il rapporto Censis sulla situazione dell’Italia?
Il rapporto Censis è una guida fondamentale per comprendere come stanno l’Italia e gli italiani. Si tratta di un’analisi che va oltre i numeri e gli scenari attuali e futuri, e ci dice in modo profondo come gli italiani si vedono, cosa vorrebbero fare e perché. Questa è la terza edizione di Radar, dopo i rapporti 56 e 57, e fornisce una visione chiara dello stato attuale del Paese.
Nel rapporto 58, gli italiani sono descritti come i protagonisti di quella che viene definita la “sindrome italiana”: una condizione di continuità nella medietà. L’anno precedente, gli italiani erano descritti come “sonnanbuli” spaesati e preoccupati. Oggi, però, sembrano essere più consapevoli e protagonisti di una realtà che non smette mai di presentare incertezze e stranezze. L’Italia è un paese dalle contraddizioni evidenti, ma è anche un Paese che deve riflettere sul proprio futuro.
Il rapporto Censis giunge anche a una conclusione che invita alla riflessione: l’Italia deve abituarsi a un mondo nuovo. È un pezzo di Occidente che deve ritrovare il proprio ruolo e la propria posizione. Ma come farlo? La risposta sta nel crescere e votare, per l’Italia e per l’Europa. Un impegno che coinvolge tutti, per riprendersi un posto di rilievo nel panorama internazionale.
Il rapporto Censis non è l’unico punto di riflessione: l’Italia continua a dare il proprio contributo anche nei contesti più difficili, come nel caso dell’Ucraina. Tra i protagonisti di questa grande operazione di solidarietà, troviamo Ignazio Schintu, direttore delle operazioni e dei soccorsi della Croce Rossa Italiana. La Croce Rossa italiana, infatti, ha portato 3500 tonnellate di aiuti umanitari in Ucraina, raccogliendo oltre 50 milioni di donazioni.
Dal 22 febbraio 2022, data dell’invasione russa, la Croce Rossa Italiana ha offerto sostegno sanitario nelle condizioni più difficili, ha permesso il ricovero in ospedali italiani per feriti e malati, e ha consegnato case a chi le aveva perse. Un esempio di concretezza e umanità che ha visto anche la realizzazione di 56 case a Zhytomyr e presto altre 49 a Chernivtsi.
Ignazio Schintu, originario di Ghilarza, è uno dei principali artefici di questi interventi. Dopo i primi giorni dell’invasione russa, il suo lavoro è stato fondamentale per garantire un aiuto concreto alla popolazione ucraina. La sua storia è un simbolo di solidarietà e impegno. Un sardo che, con determinazione, ha contribuito a portare aiuti umanitari in un momento di grande sofferenza per il popolo ucraino.
Ci piace pensare che sia proprio un sardo a dare questo importante contributo alla causa umanitaria. Nonostante le difficoltà, Schintu ha dichiarato di non aver mai avuto problemi con le persone scontente: un esempio di grande capacità di adattamento e comprensione in contesti complessi. E, come lui stesso afferma, c’è molto da imparare non solo a Natale, ma ogni giorno.
Conduce Nicola Scano
Puntata del 14/12/2024