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Immersioni tecniche e sicurezza: l’allarme della Guardia Costiera dopo la tragedia delle Maldive Fabio Leoni
La tragedia avvenuta negli abissi delle Maldive ha riportato l’attenzione sui rischi legati alle immersioni tecniche e sulle difficoltà delle operazioni subacquee in ambienti estremi. In studio, Gianni Dessì del Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera di Cagliari ha spiegato come la preparazione sia fondamentale per ridurre i pericoli. Dessì ha chiarito che, senza analisi ufficiali, nessuna ipotesi può essere confermata. “La subacquea è uno sport meraviglioso, ma i rischi possono essere ridotti al minimo e mai completamente eliminati”, ha dichiarato l’esperto durante l’intervista.

Le immersioni in cavità sommerse vengono considerate tra le più complesse e pericolose dell’intero panorama subacqueo internazionale. Secondo Gianni Dessì, servono esperienza, addestramento avanzato e conoscenza approfondita degli ambienti ipogei per affrontare immersioni di questo livello senza esporsi a rischi gravissimi. L’esperto ha spiegato che, a determinate profondità, l’utilizzo dell’aria tradizionale diventa impossibile e vengono impiegate miscele particolari come il Trimix. “Quel tipo di immersione avrebbe richiesto miscele complicate con l’utilizzo dell’elio”, ha sottolineato Dessì parlando delle ipotesi emerse dopo l’incidente alle Maldive.
Durante l’intervista è stato affrontato anche il tema dei corsi rapidi proposti nelle località turistiche, spesso frequentate da principianti inesperti. Gianni Dessì ha invitato a scegliere strutture certificate e professionisti qualificati, evitando proposte superficiali che promettono immersioni spettacolari senza un’adeguata preparazione tecnica e sanitaria. L’esperto ha ricordato che la subacquea richiede responsabilità, controlli medici e consapevolezza dei propri limiti fisici e psicologici. “Bisogna sapere bene a chi ci si affida, soprattutto all’estero dove i controlli sono spesso minori”, ha dichiarato il rappresentante della Guardia Costiera.
In Italia, il settore subacqueo viene monitorato attraverso controlli specifici effettuati dalle autorità marittime e dagli organi competenti della Guardia Costiera. Gianni Dessì ha evidenziato come il sistema italiano garantisca standard più severi rispetto ad altre realtà turistiche internazionali, dove prevalgono spesso logiche commerciali e offerte improvvisate. L’esperto ha ricordato che molti incidenti nascono dalla sottovalutazione dei rischi e dall’eccessiva sicurezza acquisita dopo poche esperienze. “Spesso si accettano immersioni affrontate con troppa faciloneria, dimenticando la preparazione realmente necessaria”, ha spiegato Dessì nel corso dell’intervista televisiva.
La tragedia delle Maldive è stata aggravata anche dalla morte di un soccorritore impegnato nelle operazioni di recupero in profondità. Gianni Dessì ha spiegato che gli interventi di soccorso subacqueo rappresentano spesso la fase più delicata e rischiosa di ogni emergenza in mare. Gli operatori della Guardia Costiera e della Marina affrontano condizioni estreme per salvare vite umane o recuperare dispersi in ambienti altamente instabili. “L’immersione di recupero è sempre più complessa rispetto a quella che ha causato l’incidente”, ha dichiarato Dessì, invitando tutti gli appassionati del mare a mantenere sempre prudenza e responsabilità.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
Caffè Corretto del 19-05-2026
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