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In Sardegna la Finanziaria regionale subisce l’impatto del ciclone Harry

today22 Gennaio 2026 25

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Finanziaria regionale e 41 bis: le due partite aperte della politica in Sardegna

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    In Sardegna la Finanziaria regionale subisce l’impatto del ciclone Harry Egidiangela Sechi e Giuseppe Meloni

I lavori sulla Finanziaria regionale sono ripresi dopo lo stop causato dal ciclone Harry, ma l’iter resta incerto tra migliaia di emendamenti e mancanza di accordi politici. Giuseppe Meloni, giornalista de L’Unione Sarda, spiega: «Il maltempo ha rallentato tutto, ma il vero nodo sono quasi 7.000 emendamenti senza un’intesa tra maggioranza e opposizione».

La presidente Alessandra Todde (Dal profilo FB)

Sardegna, Finanziaria regionale: 7.000 emendamenti e il rischio esercizio provvisorio

La Commissione Bilancio ha ricominciato l’esame degli emendamenti, ma senza una scrematura condivisa i tempi rischiano di allungarsi fino al secondo mese di esercizio provvisorio. Meloni avverte: «Senza un accordo per eliminare molti emendamenti soppressivi, si rischia di andare avanti per mesi».

Sardegna: una Finanziaria regionale tecnica con poche risorse manovrabili

Il bilancio regionale ammonta a circa 11 miliardi di euro, ma gran parte delle risorse è vincolata a spese obbligatorie, lasciando margini minimi di manovra politica. Secondo Meloni, «Si tratta di una Finanziaria molto tecnica, con risorse aggiuntive che verranno programmate solo con una futura variazione di bilancio».

I nodi politici: sanità e aeroporti

Restano aperti alcuni fronti delicati, come i fondi per i manager sanitari licenziati e le risorse destinate alla fusione degli aeroporti sardi. Meloni sottolinea: «L’opposizione chiede di togliere i fondi per la fusione degli aeroporti e usarli per abbattere le tasse aeroportuali».

Esercizio provvisorio: cosa cambia per i cittadini

L’esercizio provvisorio consente alla Regione di spendere solo un dodicesimo delle risorse dell’anno precedente, rallentando investimenti e nuove programmazioni. Meloni chiarisce: «Il problema non è solo avere risorse, ma riuscire a spenderle bene senza creare avanzi inutili».

Carceri sarde e 41 bis, cresce la preoccupazione

La politica sarda è mobilitata contro l’ipotesi di trasferire in Sardegna circa un terzo dei detenuti italiani sottoposti al regime del 41 bis. Meloni afferma: «Parliamo di detenuti legati alla criminalità organizzata che storicamente non ha radici nell’Isola».

Il caso Bancali, Uta e Badu ’e Carros

Nei penitenziari di Sassari, Uta e Nuoro la presenza di detenuti al 41 bis è già significativa e destinata ad aumentare nelle prossime settimane. Meloni avverte: «A Sassari ce ne sono già quasi cento e altri novanta stanno arrivando a Uta».

La posizione della Regione e di Pietro Pittalis

La Regione Sardegna, insieme a esponenti parlamentari come Pietro Pittalis, ha chiesto chiarimenti al Ministero della Giustizia sul piano di redistribuzione dei detenuti. Meloni osserva: «Anche chi era più prudente ora ha assunto una posizione di netto contrasto al progetto del Guardasigilli».

Una mobilitazione politica ancora in corso

Dalla Regione al mondo ecclesiastico, la mobilitazione contro l’ipotesi di carceri sarde dedicate al 41 bis resta alta e trasversale. Meloni conclude: «La presenza potrebbe arrivare a quasi 200 detenuti, un dato che preoccupa tutto l’arco politico regionale».

A cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 22-01-2026

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