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In Sardegna la Finanziaria regionale subisce l’impatto del ciclone Harry Egidiangela Sechi e Giuseppe Meloni
I lavori sulla Finanziaria regionale sono ripresi dopo lo stop causato dal ciclone Harry, ma l’iter resta incerto tra migliaia di emendamenti e mancanza di accordi politici. Giuseppe Meloni, giornalista de L’Unione Sarda, spiega: «Il maltempo ha rallentato tutto, ma il vero nodo sono quasi 7.000 emendamenti senza un’intesa tra maggioranza e opposizione».

La Commissione Bilancio ha ricominciato l’esame degli emendamenti, ma senza una scrematura condivisa i tempi rischiano di allungarsi fino al secondo mese di esercizio provvisorio. Meloni avverte: «Senza un accordo per eliminare molti emendamenti soppressivi, si rischia di andare avanti per mesi».
Il bilancio regionale ammonta a circa 11 miliardi di euro, ma gran parte delle risorse è vincolata a spese obbligatorie, lasciando margini minimi di manovra politica. Secondo Meloni, «Si tratta di una Finanziaria molto tecnica, con risorse aggiuntive che verranno programmate solo con una futura variazione di bilancio».
Restano aperti alcuni fronti delicati, come i fondi per i manager sanitari licenziati e le risorse destinate alla fusione degli aeroporti sardi. Meloni sottolinea: «L’opposizione chiede di togliere i fondi per la fusione degli aeroporti e usarli per abbattere le tasse aeroportuali».
L’esercizio provvisorio consente alla Regione di spendere solo un dodicesimo delle risorse dell’anno precedente, rallentando investimenti e nuove programmazioni. Meloni chiarisce: «Il problema non è solo avere risorse, ma riuscire a spenderle bene senza creare avanzi inutili».
La politica sarda è mobilitata contro l’ipotesi di trasferire in Sardegna circa un terzo dei detenuti italiani sottoposti al regime del 41 bis. Meloni afferma: «Parliamo di detenuti legati alla criminalità organizzata che storicamente non ha radici nell’Isola».
Nei penitenziari di Sassari, Uta e Nuoro la presenza di detenuti al 41 bis è già significativa e destinata ad aumentare nelle prossime settimane. Meloni avverte: «A Sassari ce ne sono già quasi cento e altri novanta stanno arrivando a Uta».
La Regione Sardegna, insieme a esponenti parlamentari come Pietro Pittalis, ha chiesto chiarimenti al Ministero della Giustizia sul piano di redistribuzione dei detenuti. Meloni osserva: «Anche chi era più prudente ora ha assunto una posizione di netto contrasto al progetto del Guardasigilli».
Dalla Regione al mondo ecclesiastico, la mobilitazione contro l’ipotesi di carceri sarde dedicate al 41 bis resta alta e trasversale. Meloni conclude: «La presenza potrebbe arrivare a quasi 200 detenuti, un dato che preoccupa tutto l’arco politico regionale».
A cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 22-01-2026
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