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In Sardegna tensione politica per il rinvio della finanziaria a gennaio stage@radiolina.it
La finanziaria della Regione Sardegna slitta a gennaio, confermando un clima politico complesso segnato da ritardi procedurali e difficoltà di dialogo tra maggioranza e opposizione. «I tempi sono troppo stretti perché la legge prevede l’uscita dalla giunta a settembre, ma senza collaborazione dell’opposizione diventa difficile rispettare le scadenze», spiega Giuseppe Meloni, giornalista de L’Unione Sarda.

Il rinvio della manovra economica non dovrebbe produrre effetti drammatici sui conti regionali, evitando con ogni probabilità il ricorso all’esercizio provvisorio. «Un’approvazione entro metà gennaio è quasi equivalente, perché i pagamenti avvengono a fine mese», sottolinea Meloni, ridimensionando l’impatto del ritardo.
La notizia positiva riguarda l’accordo sulle entrate tra Regione e Governo, che prevede risorse complessive pari a circa un miliardo di euro. «Circa 570 milioni sono già stati trasferiti alla Regione, ed è un fatto rilevante perché spesso questi accordi non vengono attuati tempestivamente», evidenzia Meloni.
Le risorse appena arrivate non confluiranno direttamente nella finanziaria, ma potrebbero essere inserite in un provvedimento urgente dedicato al sociale. «Parliamo di quasi un ventesimo del bilancio regionale, quindi non è una cifra irrilevante», afferma Meloni.
L’accordo con lo Stato riapre anche il dibattito sulla riforma del Fondo Unico per gli enti locali, tema centrale per il Partito Democratico. «La Sardegna fa già molto per i comuni, ma le difficoltà restano enormi e il fondo non basta mai», osserva Meloni.
La discussione si inserisce nel contesto delle proteste contro un piano governativo che potrebbe ridurre lo status di comuni montani in Sardegna. «La perdita di quello status comporterebbe meno risorse proprio mentre si chiede maggiore sostegno ai territori», conclude Meloni.
Intervento a cura di Egidiangela Sechi
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