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Incendi in Sardegna 2025: sette le misure cautelari adottate

today17 Ottobre 2025 49

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Incendi in Sardegna 2025: le superfici bruciate calano del 30%

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    Incendi in Sardegna 2025: sette le misure cautelari adottate stage@radiolina.it

Il comandante regionale Gianluca Cocco del Corpo Forestale ha tracciato il bilancio finale della stagione sugli incendi in Sardegna nel 2025. In totale sono stati registrati oltre 2.600 roghi, ma le superfici boschive bruciate risultano in netto calo rispetto all’anno precedente. La riduzione complessiva è stata del 30%, un dato che conferma l’efficacia della pianificazione e della collaborazione tra enti. Cocco ha definito la stagione “altalenante”, segnata da fenomeni climatici imprevedibili e da una continua attività di controllo sul territorio.

Incendio a Punta Molentis (L’Unione Sarda)

Stagione 2025: in Sardegna incendi ritardati a giugno

Rispetto agli anni passati, la stagione antincendi è partita con ritardo. “Negli anni scorsi si registravano incendi già a marzo e aprile”, ha spiegato Cocco, sottolineando che quest’anno le piogge abbondanti fino a maggio hanno ritardato l’avvio delle operazioni. Tuttavia,giugno è arrivato col botto per effetto di temperature elevate, vento di scirocco e condizioni meteo favorevoli alla propagazione del fuoco. Il comandante ha ricordato che il Corpo Forestale coordina le azioni di contrasto, mentre la Protezione Civile pianifica le risorse operative. Alla macchina antincendi invece, partecipano anche Forestas, i Barracelli, i Vigili del Fuoco e numerosi volontari.

Le indagini e i risultati operativi

Oltre allo spegnimento dei roghi, il Corpo Forestale porta avanti una costante attività di investigazione. “Per ogni incendio cerchiamo prove e riscontri utili a individuare i responsabili”, ha dichiarato Cocco. Le indagini sui roghi hanno portato a sette misure cautelari e a oltre sessanta persone indagate. Sono state inoltre effettuate tredici perquisizioni, confermando la serietà del lavoro investigativo. “Il nostro obiettivo è capire come e perché nascono gli incendi, così da migliorare la risposta del sistema”, ha aggiunto il comandante.

Il caso di Villasimius

Tra gli episodi più discussi figura l’incendio di Villasimius, nei pressi di Punta Molentis, che ha destato forte attenzione mediatica. Cocco ha precisato che non si è trattato dell’evento più grave in termini di superficie distrutta, ma di uno dei più pericolosi. Una mano dolosa poteva causare danni giganteschi ha affermato, spiegando che le fiamme hanno coinvolto soprattutto autovetture. Le indagini sull’accaduto sono ancora in corso, ma il comandante si è detto fiducioso di arrivare ai responsabili, ribadendo l’impegno del Corpo Forestale nel garantire sicurezza e giustizia.

Intervista a cura di Mariangela Lampis
Caffè Corretto del 17-10-2025

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