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Inflazione in Italia rallenta, ma i prezzi degli alimentari salgono

today18 Novembre 2025 32

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Carrello della spesa e inflazione di fondo: segnali contrastanti per le famiglie

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    Inflazione in Italia rallenta, ma i prezzi degli alimentari salgono Giuseppe Valdes

A ottobre 2025 l’inflazione in Italia rallenta, confermando la stima preliminare dell’Istat: i prezzi calano dello 0,3% su base mensile e crescono dell’1,2% su base annua, in calo rispetto al +1,6% di settembre. Il rallentamento è principalmente legato alla frenata dei prezzi degli energetici regolamentati, che passano da +13,9% a -0,5%, degli alimentari freschi (da +4,8% a +1,9%) e dei servizi di trasporto (da +2,4% a +2%).  In lieve decelerazione anche gli alimentari lavorati, che crescono dal +2,7% al +2,5%. A compensare in parte questo rallentamento contribuiscono l’accelerazione dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,3%) e la flessione meno marcata degli energetici non regolamentati (-4,9%).

Un carrello della spesa

Prezzi del carrello della spesa e inflazione di fondo

Le famiglie italiane registrano un calo anche dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende beni alimentari e per la cura della persona: +2,1% su base annua, rispetto al +3,1% del mese precedente. L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, diminuisce leggermente, passando da +2% a +1,9%.

Nel dettaglio dei contributi alla crescita dei prezzi, l’Istat segnala che l’inflazione è trainata soprattutto dai servizi ricettivi e di ristorazione (+0,475 punti percentuali), dagli alimentari e bevande analcoliche (+0,426) e dai servizi sanitari (+0,123). Un contributo negativo deriva invece da abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,212) e dalle comunicazioni (-0,100).

Dinamica dei prezzi nel comparto alimentare

Nonostante il rallentamento generale, il settore alimentare mantiene una dinamica significativa: tra settembre e ottobre si registra un +0,1% mensile. I prezzi frenano soprattutto per frutta (+0,8%) e verdura (-6,4%), mentre per gli alimentari lavorati la crescita resta moderata.

Le associazioni dei consumatori mantengono alta l’attenzione sugli aumenti. Assoutenti segnala rincari per diversi prodotti: carne bovina +8%, uova +7,4%, formaggi +6,5%, burro +6,6%. Per altri beni i rincari sono ancora più marcati: cioccolato +10,1%, caffè +20,6%, cacao +21,9%.

Il presidente Melluso chiede un intervento del governo e di Mister Prezzi, ricordando il rischio di impoverimento per una parte crescente della popolazione. Anche l’Unione Nazionale Consumatori sottolinea che, nonostante il rallentamento, alimentari e bevande continuano a rincarare (+0,1%), dopo la lieve discesa di settembre. Il Codacons osserva che questi listini crescono a un ritmo doppio rispetto all’inflazione, con un impatto stimato di 232 euro l’anno per famiglia.

Lo scenario futuro e l’attenzione dei consumatori

Nonostante il rallentamento dell’inflazione generale, gli aumenti degli alimentari restano un problema concreto per le famiglie italiane. Le associazioni dei consumatori continuano a monitorare i listini, chiedendo misure governative mirate per proteggere il potere d’acquisto e ridurre l’impatto dei rincari sui beni di prima necessità.

Radio Smeralda del 18-11-2025

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