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Inflazione in Italia rallenta, ma i prezzi degli alimentari salgono Giuseppe Valdes
A ottobre 2025 l’inflazione in Italia rallenta, confermando la stima preliminare dell’Istat: i prezzi calano dello 0,3% su base mensile e crescono dell’1,2% su base annua, in calo rispetto al +1,6% di settembre. Il rallentamento è principalmente legato alla frenata dei prezzi degli energetici regolamentati, che passano da +13,9% a -0,5%, degli alimentari freschi (da +4,8% a +1,9%) e dei servizi di trasporto (da +2,4% a +2%). In lieve decelerazione anche gli alimentari lavorati, che crescono dal +2,7% al +2,5%. A compensare in parte questo rallentamento contribuiscono l’accelerazione dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,3%) e la flessione meno marcata degli energetici non regolamentati (-4,9%).

Le famiglie italiane registrano un calo anche dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende beni alimentari e per la cura della persona: +2,1% su base annua, rispetto al +3,1% del mese precedente. L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, diminuisce leggermente, passando da +2% a +1,9%.
Nel dettaglio dei contributi alla crescita dei prezzi, l’Istat segnala che l’inflazione è trainata soprattutto dai servizi ricettivi e di ristorazione (+0,475 punti percentuali), dagli alimentari e bevande analcoliche (+0,426) e dai servizi sanitari (+0,123). Un contributo negativo deriva invece da abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,212) e dalle comunicazioni (-0,100).
Nonostante il rallentamento generale, il settore alimentare mantiene una dinamica significativa: tra settembre e ottobre si registra un +0,1% mensile. I prezzi frenano soprattutto per frutta (+0,8%) e verdura (-6,4%), mentre per gli alimentari lavorati la crescita resta moderata.
Le associazioni dei consumatori mantengono alta l’attenzione sugli aumenti. Assoutenti segnala rincari per diversi prodotti: carne bovina +8%, uova +7,4%, formaggi +6,5%, burro +6,6%. Per altri beni i rincari sono ancora più marcati: cioccolato +10,1%, caffè +20,6%, cacao +21,9%.
Il presidente Melluso chiede un intervento del governo e di Mister Prezzi, ricordando il rischio di impoverimento per una parte crescente della popolazione. Anche l’Unione Nazionale Consumatori sottolinea che, nonostante il rallentamento, alimentari e bevande continuano a rincarare (+0,1%), dopo la lieve discesa di settembre. Il Codacons osserva che questi listini crescono a un ritmo doppio rispetto all’inflazione, con un impatto stimato di 232 euro l’anno per famiglia.
Nonostante il rallentamento dell’inflazione generale, gli aumenti degli alimentari restano un problema concreto per le famiglie italiane. Le associazioni dei consumatori continuano a monitorare i listini, chiedendo misure governative mirate per proteggere il potere d’acquisto e ridurre l’impatto dei rincari sui beni di prima necessità.
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