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Intelligenza artificiale e medicina: l’IA sostituirà il medico? stage@radiolina.it
L’Intelligenza Artificiale (IA) sta rivoluzionando il settore sanitario, agendo come un vero e proprio “superocchio” per i medici per analisi veloci e precise. Nello specifico, l’IA eccelle nell’analisi di diverse tipologie di immagini biomediche. Queste includono radiografie, ecografie, immagini in TAC e di risonanza magnetica, oltre agli esami di medicina nucleare. Dove l’occhio umano, anche quello del radiologo più esperto e con più esperienza, non riesce ad arrivare, gli algoritmi di intelligenza artificiale analizzano l’immagine punto per punto, trattandola come un insieme di numeri. Questo porta a una diagnosi più accurata e a una maggiore specificità nel processo di rilevazione.

Una domanda ricorrente nell’ambito della medicina e della società in generale riguarda la possibilità che l’intelligenza artificiale possa sostituire il medico di medicina generale o lo specialista. Andrea Aliverti, ordinario di biotecnologia Politecnico di Milano, ci rassicura: “l’IA e le innovazioni in questo settore non elimineranno il ruolo del medico“. Il termine più appropriato per descrivere questa sinergia non è affiancare o aiutare, ma integrare. L’IA supporterà i professionisti sanitari, sgravandoli da una serie di attività che sono ripetitive e che di fatto fanno perdere tempo al medico. In futuro, l’intelligenza artificiale si integrerà sempre di più con il lavoro del medico, il cui ruolo rimarrà centrale.
Per poter funzionare correttamente, l’intelligenza artificiale necessita di un elevato volume di dati. Questo solleva il tema caldo della protezione della privacy e della tutela dei dati personali dei pazienti. Attualmente, si stanno adottando misure a vari livelli per garantire la protezione della singola persona e della sua privacy, consentendo allo stesso tempo di sfruttare l’enorme potenziale che deriva dal mettere insieme dati di milioni di persone. L’opportunità di analizzare i cosiddetti big data, uno strumento che sta già portando e continuerà a portare, non solo a diagnosi più accurate, ma anche a percorsi di cura più efficaci e di fatto personalizzati sul singolo paziente.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 29-09-2025
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