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Intelligenza artificiale e medicina: l’IA sostituirà il medico?

today29 Settembre 2025 41

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IA: maggiore accuratezza ed efficienza nella diagnosi medica

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    Intelligenza artificiale e medicina: l’IA sostituirà il medico? stage@radiolina.it

L’Intelligenza Artificiale (IA) sta rivoluzionando il settore sanitario, agendo come un vero e proprio “superocchio” per i medici per analisi veloci e precise. Nello specifico, l’IA eccelle nell’analisi di diverse tipologie di immagini biomediche. Queste includono radiografie, ecografie, immagini in TAC e di risonanza magnetica, oltre agli esami di medicina nucleare. Dove l’occhio umano, anche quello del radiologo più esperto e con più esperienza, non riesce ad arrivare, gli algoritmi di intelligenza artificiale analizzano l’immagine punto per punto, trattandola come un insieme di numeri. Questo porta a una diagnosi più accurata e a una maggiore specificità nel processo di rilevazione.

Intelligenza artificiale (immagine simbolo)

L’IA sta per sostituire il ruolo del medico?

Una domanda ricorrente nell’ambito della medicina e della società in generale riguarda la possibilità che l’intelligenza artificiale possa sostituire il medico di medicina generale o lo specialista. Andrea Aliverti, ordinario di biotecnologia Politecnico di Milano, ci rassicura: “l’IA e le innovazioni in questo settore non elimineranno il ruolo del medico. Il termine più appropriato per descrivere questa sinergia non è affiancare o aiutare, ma integrare. L’IA supporterà i professionisti sanitari, sgravandoli da una serie di attività che sono ripetitive e che di fatto fanno perdere tempo al medico. In futuro, l’intelligenza artificiale si integrerà sempre di più con il lavoro del medico, il cui ruolo rimarrà centrale.

Big Data, privacy e percorsi di cura personalizzati

Per poter funzionare correttamente, l’intelligenza artificiale necessita di un elevato volume di dati. Questo solleva il tema caldo della protezione della privacy e della tutela dei dati personali dei pazienti. Attualmente, si stanno adottando misure a vari livelli per garantire la protezione della singola persona e della sua privacy, consentendo allo stesso tempo di sfruttare l’enorme potenziale che deriva dal mettere insieme dati di milioni di persone. L’opportunità di analizzare i cosiddetti big data, uno strumento che sta già portando e continuerà a portare, non solo a diagnosi più accurate, ma anche a percorsi di cura più efficaci e di fatto personalizzati sul singolo paziente.

Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 29-09-2025

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