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La fine di un’icona: la Smemoranda va all’asta Cristian Asara
È la fine di un’era: la Smemoranda, celebre brand italiano di diari scolastici e agende, è stata messa all’asta a Milano il 10 gennaio 2024. La base d’asta è stata fissata a 3.950.433 euro.
La società, che ha segnato 45 anni di storia e generazioni di italiani, si trova ad affrontare il momento più critico. Il fallimento del gruppo Smemoranda, avvenuto a marzo 2023, è stato il colpo di grazia per un’azienda che già da tempo attraversava una crisi profonda.
Le cause del fallimento sono molteplici. Innanzitutto, la pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto devastante sull’azienda, che ha visto crollare le vendite a causa della chiusura delle scuole e delle cartolerie. In secondo luogo, la Smemoranda ha dovuto affrontare la concorrenza di nuovi player sul mercato, come le agende digitali.
Nonostante la difficile situazione finanziaria, la società Giochi Preziosi ha ottenuto la licenza del marchio Smemoranda fino al 31 dicembre 2023, permettendo così alle storiche agende di rimanere presenti sui banchi degli studenti almeno per l’anno scolastico 2023/2024.

Ma cosa resterà della Smemoranda dopo l’asta? È ancora troppo presto per dirlo. L’azienda che acquisterà il marchio potrebbe decidere di continuare a produrla, magari in una versione rinnovata. Oppure, potrebbe decidere di smantellare l’azienda e vendere il marchio ad altri operatori.
In ogni caso, la fine della Smemoranda rappresenta una perdita per la cultura italiana. La Smemoranda non era solo un semplice diario, ma un oggetto di culto che ha accompagnato intere generazioni. Era un simbolo di creatività, di innovazione e di libertà di espressione.
A cura di Cristian Asara
Radio Smeralda, Puntata del 12 gennaio 2024