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La Laguna di Santa Gilla potrebbe diventare polo di molluschicoltura

today25 Marzo 2024 172 2

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Laguna di Santa Gilla: valorizzare il seme autoctono dei molluschi presenti in Laguna

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    La Laguna di Santa Gilla potrebbe diventare polo di molluschicoltura Stefano Birocchi, Daniela Cacciuto

La scorsa settimana è stato sottoscritto un protocollo d’intesa che porterà alla firma del vero e proprio contratto della Laguna di Santa Gilla. Un qualcosa di fondamentale, che darà la possibilità di valorizzare il panorama lagunare, incrementandolo dal punto di vista ambientale, economico e, soprattutto, turistico. Daniela Cacciuto, presidente del consorzio Biotecnomares (consorzio nazionale italiano delle metodologie dell’acquacoltura e della ricerca eco compatibile e sostenibile) ha fatto il punto della situazione.

Il progetto

Una soddisfazione per i passi avanti: “Vent’anni fa, quando fu data la concessione all’allora consorzio ittico, io muovevo i primi passi in questo mondo. Ho iniziato proprio con la Laguna di Santa Gilla. Bisogna dire che le figure come la mia, biologhi o studiosi, vennero inizialmente escluse, dando la concessione esclusivamente ai pescatori. Un qualcosa che, oggi, è assolutamente indispensabile per sviluppare un sistema ittico. Vista la situazione cercai di fare un ricorso, non riuscendoci. Finalmente, dopo la scadenza della convenzione iniziale (avvenuta nel 2020) proposi una programmazione differente direttamente alla Città Metropolitana di Cagliari, venendo successivamente accettata”.

Laguna di Santa Gilla (Foto L’Unione Sarda)

Adesso si parla di futuro. La visione include i molluschi, con cinque specie autoctone presenti a Santa Gilla: “Studiando, abbiamo individuato diverse specie di molluschi situate in laguna. Parliamo di cozze e vongole, con tartufi di mare, Chamelea gallina e Ostrea edulis. In Sardegna ci sono tanti allevamenti dei molluschi appena citati che, purtroppo, non utilizzano il seme autoctono, presente solo a Santa Gilla. L’idea è quella di sviluppare un polo di eccellenza della molluschicoltura, tutelando le aree in cui il seme autoctono si può sviluppare”.

Il tutto sarà finanziato dai fondi del PNRR: “Speriamo di poter riprendere il discorso del tonno presente nel Sulcis che, purtroppo, è stato bloccato da due personaggi che detengono queste tonnare. Per quanto ci riguarda, noi vorremmo creare un centro di stabulazione del Tonno Rosso, visto che, in Sardegna, viene solo pescato e non lavorato. Noi pretendiamo che il procedimento avvenga tutto nella nostra Isola. Il nostro progetto verterebbe nel raccogliere le uova rilasciate dal tonno, portandole successivamente al centro di stabulazione. La speranza è che il tutto possa sbloccarsi”.

Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 25-03-2024


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