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La memoria del rapimento di Farouk Kassam: la serie Rai sul sequestro del 1992

today21 Ottobre 2026

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A oltre trent’anni dal sequestro in Sardegna, Farouk Kassam rilegge la sua storia nella nuova fiction di Rai 1.

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    La memoria del rapimento di Farouk Kassam: la serie Rai sul sequestro del 1992 Cristian Asara, Guglielmo Niada

 

A distanza di oltre tre decenni dal sequestro che sconvolse l’Italia, Farouk Kassam torna a parlare dei drammatici mesi vissuti nel 1992. Aveva soltanto sette anni quando venne rapito dalla sua casa a Porto Cervo e tenuto prigioniero per quasi sei mesi dall’Anonima Sequestri. Oggi, da imprenditore di 42 anni, guarda alla fiction intitolata «177 Giorni. Il rapimento di Farouk» come a un’opportunità intima per misurarsi ancora con il dolore dell’infanzia, trasformando la memoria televisiva in un supporto per elaborare le paure del passato.

Dalle pagine del libro alla prima serata di Rai 1

La produzione, firmata da Rai Fiction e Bim Produzione, trae origine dal libro Mio Figlio Farouk. Anatomia di un rapimento, scritto dal padre Fateh Kassam insieme al giornalista Marco Corrias. Presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, la miniserie andrà in onda in prima serata su Rai 1 dal 16 novembre. Sotto la regia di Carlo Carlei, il cast vede protagonisti Marco Bocci e Antonia Desplat nei ruoli dei genitori, affiancati dal giovanissimo Filippo Papa nei panni del piccolo Farouk.

Il punto di vista e il rispetto del dramma

La sceneggiatura ha scelto di non indugiare sulla sofferenza fisica e psicologica del bambino durante la prigionia, concentrandosi invece sul contesto esterno: il tormento della famiglia, la mobilitazione della comunità e il lavoro investigativo delle forze dell’ordine. Marco Bocci, che ha incontrato a lungo la famiglia prima delle riprese, ha spiegato come l’obiettivo principale sia stato quello di restituire con rispetto la tensione di quei mesi drammatici, evitando qualsiasi spettacolarizzazione del dolore.

Il contrasto tra due realtà dell’isola

Nelle intenzioni del regista Carlo Carlei, la fiction mette in risalto il netto contrasto che caratterizzava la Sardegna di inizio anni Novanta: da una parte il boom economico, il turismo d’élite e il lusso della Costa Smeralda, dall’altra la realtà dura, silenziosa e arcaica dell’entroterra della Barbagia. Un divario geografico e sociale che fa da sfondo alla vicenda, mantenendo sempre al centro il tema universale dell’infanzia violata.

Radio Smeralda del 21-10-2026

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