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Pigrizia digitale: “123456” ancora regina delle password Cristian Asara
Nonostante i ripetuti avvertimenti sui pericoli delle password deboli, gli italiani sembrano fare orecchie da mercante. Secondo un recente studio di NordPass, la sequenza “123456” si conferma, ancora una volta, la password più utilizzata nel nostro Paese, rendendo la vita fin troppo facile ai cybercriminali.
Questa scelta, dettata dalla pigrizia e dalla ricerca di una facile memorizzazione, espone gli utenti a rischi concreti. I malintenzionati, infatti, dispongono di software in grado di testare automaticamente liste di password comuni per accedere a conti bancari, dati sensibili e informazioni personali. NordPass stima che il 78% delle password più diffuse a livello globale può essere violato in meno di un secondo.

E non è tutto: il Rapporto Verizon 2023 sulla sicurezza dei dati rivela che oltre l’80% delle violazioni è legato proprio all’utilizzo di password deboli o rubate. Un dato allarmante che sottolinea l’importanza di adottare misure di sicurezza più efficaci.
Ricordare password complesse e univoche per ogni account può sembrare un compito arduo, ma esistono soluzioni per semplificare la gestione delle credenziali. I gestori di password, ad esempio, consentono di memorizzare in sicurezza tutte le password, generando anche combinazioni robuste e difficili da indovinare.
Inoltre, l’autenticazione a due fattori e le nuove passkey offrono un ulteriore livello di protezione, blindando gli account da accessi non autorizzati.
È fondamentale abbandonare la pigrizia digitale e adottare comportamenti più responsabili. La sicurezza dei nostri dati dipende anche dalla scelta di password efficaci e dalla consapevolezza dei rischi che corriamo online.
Radio Smeralda, puntata del 23 novembre 2024.
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