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La rivoluzione della calma: perché “Chill” è la parola dell’anno Cristian Asara
“Chill” è stata eletta parola dell’anno dai giovani, un riconoscimento arrivato grazie all’iniziativa promossa dall’Accademia della Crusca che ha coinvolto studenti e istituzioni in un originale censimento linguistico.
In una finale accesissima, “chill” ha sbaragliato la concorrenza di termini popolarissimi come slay, cringe, bro e il bizzarro letsgoski, dimostrando che oltre lo slang c’è un bisogno profondo di serenità.

La vittoria di questo termine non è solo una questione fonetica. In un mondo che corre veloce e richiede performance costanti, i ragazzi hanno scelto una parola che è un vero e proprio invito alla decompressione.
Significato: rilassarsi, prendersela con calma, godersi il “qui e ora”.
Evoluzione: Il termine è ormai così radicato da aver generato neologismi italiani a tutti gli effetti, come il verbo chillare o lo stato d’animo dell’essere chillato.
Il verdetto è il risultato di un progetto corale che ha dato voce agli alunni delle scuole medie e superiori. Non si è trattato però di un dialogo isolato tra banchi di scuola; l’iniziativa ha visto la partecipazione di figure di spicco della cultura, dell’imprenditoria e della politica.
Scegliere “chill” rispetto a parole più aggressive o performanti indica un cambio di rotta. Se il linguaggio è lo specchio della società, i giovani di oggi stanno rivendicando il diritto alla lentezza. Essere “chill” non significa essere apatici, ma saper gestire lo stress quotidiano con una nuova consapevolezza, trovando il proprio spazio di autenticità lontano dalle pressioni esterne.
Radio Smeralda, puntata del 21/01/2026
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