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Carceri, direttore di Uta: “Sovraffollamento non significativo” cristina
Carceri in Sardegna, dal sovraffollamento alla carenza di personale. Egidiangela Sechi ha intervistato Marco Porcu, direttore del carcere di Uta e Sassari
Felicità. È questa la parola usata da Porcu, riferendosi alle sei nuove nomine tra i direttori degli istituti carcerari in Sardegna. Quest’ultimo, che fino a poco tempo fa gestiva – insieme a due altri colleghi – sei carceri, ha lodato la novità. Secondo il direttore delle case circondariali di Uta e Sassari, i risultati si stanno rivelando ottimi, soprattutto sotto il profilo del coordinamento regionale.
Anche per quanto riguarda il sovraffollamento, i numeri delle carceri in Sardegna non sarebbero altissimi. La capienza massima a Uta è di 561 detenuti, mentre se ne contano adesso 630. Un 11% in più che, se confrontato con il resto degli istituti nel continente, non risulta comunque catastrofico.
Secondo Porcu, il dato è in linea – quasi inferiore – con quello nazionale. Nello specifico, a Uta si registra una scopertura del 25%, suddivisa non equamente tra tutti i ruoli: per esempio, nel ruolo agenti-assistenti, la carenza si attesta sull’11%. Attenzione anche a quei detenuti bisognosi di cure psichiche specifiche. Si sta infatti assistendo a una crescita rapida di carcerati con problematiche di questo tipo, magari finiti sotto sostanze stupefacenti, rendendo la situazione esplosiva.
La volontà della direzione dell’istituto circondariale di Uta è quella di rendere più agevole il lavoro del personale, stabilendo un dialogo con questi ultimi. Focus anche sul 41bis del carcere cagliaritano. In riferimento a ciò, il direttore si è detto sereno, vista la presenza di un padiglione di 92 posti destinati a carcerati di questo tipo (anche se una parte della struttura sarebbe ancora in fase di ultimazione).