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Da Alessio Boni a Saviano: al via la stagione CEDAC in Sardegna Egidiangela Sechi, Valeria Ciabattoni
La stagione CEDAC 2025-2026 è stata ufficialmente presentata anche a Olbia, città legata al circuito da trentacinque anni. La direttrice artistica Valeria Ciabattoni conferma un cartellone ricchissimo tra Cagliari, Olbia e l’intera rete regionale. «Abbiamo chiuso le presentazioni in tutta la Sardegna e siamo pronti a iniziare un’annata davvero speciale», ha dichiarato Ciabattoni.

La stagione propone prosa, danza, musica e circo contemporaneo, con oltre centoventi eventi solo a Cagliari. La direttrice sottolinea l’importanza della varietà: «Vogliamo offrire al pubblico la possibilità di trovare sempre il proprio spazio culturale». La programmazione è già iniziata e proseguirà fino a maggio 2026.
Il primo grande appuntamento è l’arrivo di Roberto Saviano, per la prima volta in Sardegna con un testo riscritto per il teatro. L’autore porterà “L’amore mio non muore” nella Sala Grande del Teatro Massimo. «Prevediamo due serate sold out e un pubblico nuovo, curioso di scoprire la sua drammaturgia», afferma Ciabattoni. Lo spettacolo rientra nella rassegna “Pezzi Unici”.
A dicembre arriva Alessio Boni con un adattamento teatrale dell’Iliade, accompagnato dalla sua compagnia. «È una voce importante del teatro italiano e il pubblico cagliaritano lo aspetta da tempo», spiega Ciabattoni. Lo spettacolo è pensato per tutte le fasce d’età e punta a valorizzare il grande repertorio epico.
Pochi giorni prima, debutta “Vizita”, spettacolo diretto da Davide Iodice e vincitore di premi nazionali e internazionali. In scena una compagnia albanese con una storia intensa dedicata al tema della guerra. «È un lavoro di grande forza, destinato a lasciare un segno nel pubblico», sottolinea la direttrice.
Tra i ritorni più attesi c’è Caterina Murino con l’opera di Goldoni “La vedova scaltra”, produzione franco-italiana con doppio cast. «È felice di tornare a casa e il Teatro Massimo la accoglierà con grande affetto», afferma Ciabattoni. Spiccano i costumi e la cura scenica di una messa in scena internazionale.
A marzo arriva “Amadeus” del Teatro dell’Elfo, con i costumi di Antonio Marras, candidato ai Premi UBU 2026. «Il suo lavoro ha una ricchezza visiva straordinaria e impreziosisce un titolo amatissimo dal pubblico», dice Ciabattoni. Un finale di stagione che fonde arte, storia e grande teatro.
Intervento a cura di Egidiangela Sechi
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