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L’addizionale comunale spinge Ryanair a valutare una riduzione dei voli in Sardegna Francesca Figus, Luca Mascia
La compagnia low cost Ryanair valuta un ridimensionamento della propria presenza in Sardegna a causa del mancato accordo con la Regione sull’addizionale comunale applicata ai biglietti aerei. «Il problema è tutto di soldi, perché parliamo di una tassa che incide direttamente sugli investimenti della compagnia», spiega Luca Mascia, giornalista de L’Unione Sarda.

Ryanair chiede l’abolizione dell’addizionale comunale da 6,5 euro per passeggero, che genera circa 30 milioni annui solo in Sardegna. «Abolire questa tassa permetterebbe di investire di più, aumentare i voli e collegare meglio l’isola al resto d’Europa», sottolinea Mascia.
La Regione valuta una riduzione limitata ai mesi invernali, sostenendo che in estate la domanda turistica renda inutili incentivi economici. «La Regione è restia perché ritiene che nei mesi estivi i passeggeri non manchino», afferma Mascia durante l’intervista.
Il braccio di ferro potrebbe portare alla riduzione dei collegamenti o allo smantellamento delle basi Ryanair in Sardegna, come già accaduto in Spagna. «In alcuni aeroporti spagnoli, senza accordo, si è perso fino al 60% dei voli, e per la Sardegna sarebbe un disastro», avverte Mascia.
Durante l’inverno i voli Ryanair sono meno della metà rispetto all’estate, aumentando la dipendenza dalla continuità territoriale. «Senza Ryanair, per i sardi sarebbe ancora più difficile muoversi, soprattutto nei mesi invernali», evidenzia Mascia.
Alcune regioni italiane hanno già ceduto alle richieste della compagnia per evitare l’isolamento dei propri aeroporti minori. «L’Emilia-Romagna ha abolito l’addizionale regionale per non rischiare di restare letteralmente a terra», conclude Mascia.
Intervista a cura di Francesca Figus
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