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L’allarme di Confindustria Radio TV: “La radio potrebbe sparire dalle auto”

today25 Febbraio 2026

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L’allarme di Confindustria Radio TV sul futuro della radio in mobilità

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    L’allarme di Confindustria Radio TV: “La radio potrebbe sparire dalle auto” Giuseppe Valdes

La radio, così come milioni di italiani l’hanno sempre conosciuta, potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni, soprattutto nel settore automobilistico. Il tema riguarda la possibile scomparsa o minore accessibilità della radio dai cruscotti delle auto di nuova generazione, sempre più orientate verso sistemi digitali connessi. A lanciare l’allarme è Rosario Donato, direttore generale di Confindustria Radio TV, che spiega come il rischio non sia immediato ma concreto: la radio potrebbe non essere più facilmente individuabile o accessibile come oggi, con conseguenze importanti per ascoltatori e settore.

Un’autoradio (Immagine simbolo)

Perché la radio rischia di sparire dalle auto: il ruolo dei nuovi sistemi digitali

Secondo Donato, le nuove automobili integrano sempre più sistemi di intrattenimento connessi basati su Internet (IP), mentre alcune case automobilistiche stanno iniziando a vendere veicoli senza ricevitori FM e DAB. Si tratta di un cambiamento rilevante perché in Italia l’ascolto della radio avviene principalmente tramite FM e DAB, cioè attraverso le frequenze tradizionali e la loro versione digitale.

Ogni giorno oltre 27 milioni di italiani ascoltano la radio in automobile, e la maggior parte lo fa proprio con queste tecnologie. Donato chiarisce che non significa che la radio scomparirà, ma che potrebbe diventare più difficile da trovare e utilizzare, soprattutto se l’accesso avverrà solo tramite connessione Internet.

I rischi dell’ascolto solo via Internet: accessibilità e sicurezza

Uno dei problemi principali riguarda l’accessibilità per tutte le fasce della popolazione. L’ascolto tramite IP richiede infatti più passaggi tecnologici, una connessione stabile e una maggiore familiarità con strumenti digitali. Questo potrebbe portare parte del pubblico a rinunciare all’ascolto. Il vero rischio, spiega Donato, non è perdere completamente gli ascoltatori ma ridurre drasticamente la platea, con conseguenze economiche per le imprese radiofoniche e per la sostenibilità del servizio gratuito.

Un altro aspetto centrale riguarda la sicurezza. La radio tradizionale, attraverso FM e DAB, garantisce affidabilità anche in situazioni di emergenza, come maltempo, traffico o crisi improvvise, mentre l’Internet streaming può presentare criticità legate alla connessione. Per questo motivo, secondo Donato, le ragioni di sicurezza dovrebbero prevalere su quelle economiche.

Radio gratuita e servizio pubblico: una battaglia per il futuro del mezzo

La radio rappresenta da oltre 100 anni un servizio gratuito, accessibile e immediato, oltre a essere uno strumento di informazione, compagnia e socializzazione. Proprio questa natura universale rischia di essere compromessa se l’accesso diventerà più complesso o limitato.

Donato sottolinea che la radio deve poter essere ascoltata su tutte le piattaforme — FM, DAB e Internet — senza che una tecnologia sostituisca completamente le altre. L’obiettivo del settore è quindi evitare che la trasformazione tecnologica riduca la libertà di accesso a un mezzo considerato essenziale anche per la coesione sociale. La questione riguarda non solo il mercato, ma anche il diritto dei cittadini a ricevere informazione gratuita e immediata, soprattutto durante gli spostamenti quotidiani in auto.

La Strambata del 25-02-2026

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