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L’Arctic P in Costa Smeralda: storia del leggendario yacht Cristian Asara, Guglielmo Niada
Ha conquistato un primato mondiale come imbarcazione privata capace di spingersi nel punto più a Sud del pianeta, arrivando a sole 677 miglia nautiche dal Polo Sud. L’Arctic P solca le acque della Costa Smeralda portando con sé una storia di navigazione estrema. Davanti all’Hotel Pitrizza ha fatto la sua apparizione il maestoso rimorchiatore oceanico rompighiaccio, convertito nel 2020 in un esclusivo yacht da diporto.
Il natante è un veterano delle spedizioni in Antartide ed è entrato nel Guinness dei Primati per la latitudine estrema conquistata. Sebbene in seguito altre unità abbiano superato quel limite — tra cui la rompighiaccio italiana Laura Bassi durante la trentottesima spedizione del Programma nazionale di ricerche in Antartide —, l’Arctic P detiene tuttora il primato assoluto per una nave di proprietà privata.

Il gigante dei mari appartiene alla miliardaria ed esploratrice australiana Gretel Packer. L’unità vanta un’autonomia di circa 17.000 miglia nautiche e offre ai passeggeri dotazioni di altissimo livello, tra cui un beach club, una palestra, una sala cinema e un’ampia gamma di giochi d’acqua. A disposizione degli ospiti si trovano inoltre diversi tender di prestigio, moto d’acqua, kayak e attrezzature per immersioni subacquee.
Nonostante la trasformazione di lusso, l’imbarcazione conserva l’anima robusta dei rompighiaccio: nei ponti si avverte distintamente il rombo dei due motori diesel Deutz. Nel corso degli anni, lo scafo ha solcato le rotte di Alaska, Antartide e Polinesia francese, attraversando il Canale di Panama e l’oceano Pacifico. Con una lunghezza di quasi 88 metri, la nave è disponibile per il charter a tariffe che si aggirano intorno al mezzo milione di euro settimanali. Dopo aver lasciato la Sardegna e attraversato le Bocche di Bonifacio, il superyacht ha fatto rotta verso Maiorca.
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