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Legambiente Sardegna, l’appello: “Più prevenzione su incendi e rifiuti” Egidiangela Sechi, Marta Battaglia
In occasione della Giornata della Terra 2026, l’attenzione si concentra anche sulla Sardegna, territorio particolarmente esposto agli effetti della crisi climatica. Durante lo speciale di Radiolina, Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna, ha ribadito la necessità di un cambio di passo deciso: “Serve accelerare la transizione ecologica e promuovere stili di vita sostenibili”.

L’isola, al centro del Mediterraneo, vive in maniera sempre più evidente le conseguenze dei cambiamenti climatici, tra aumento delle temperature, innalzamento del livello del mare e fenomeni estremi. Secondo Legambiente, non si tratta più di emergenze isolate ma di una trasformazione strutturale che richiede azioni concrete e immediate.
La Giornata della Terra diventa così un momento chiave per sensibilizzare cittadini e istituzioni, sottolineando come le scelte quotidiane possano incidere in modo significativo sulla tutela dell’ambiente.
Tra le iniziative simbolo, l’evento organizzato al Poetto di Cagliari, in collaborazione con i Comuni di Cagliari e Quartu, ha lanciato un messaggio chiaro: ridurre l’uso della plastica e migliorare la gestione dei rifiuti.
L’iniziativa “Plastica? No grazie” ha coinvolto cittadini e volontari in attività di pulizia e monitoraggio, evidenziando un dato ormai consolidato. La plastica rappresenta la componente principale dei rifiuti marini, come confermato dalle campagne annuali di monitoraggio “Beach Litter” promosse da Legambiente.
Il problema è strutturale: la plastica ha tempi di degradazione lunghissimi e tende ad accumularsi nei mari, per poi essere restituita sulle coste attraverso mareggiate e correnti. Un fenomeno che rende evidente come ogni comportamento individuale abbia un impatto diretto sull’ambiente.
Secondo Battaglia, è fondamentale agire su prevenzione e consapevolezza: dalla scelta dei prodotti alla corretta gestione dei rifiuti, ogni gesto quotidiano può contribuire a ridurre l’inquinamento.
Un altro tema centrale riguarda gli incendi, sempre più frequenti e intensi anche a causa dei cambiamenti climatici. Siccità prolungata, temperature elevate e venti forti creano condizioni ideali per la propagazione del fuoco.
Ma il problema non è solo climatico. La progressiva perdita di presidio del territorio, soprattutto nelle aree interne, porta all’accumulo di materiale combustibile, aumentando il rischio di incendi devastanti.
Secondo Legambiente Sardegna, è necessario intervenire anche sul piano culturale. Serve maggiore educazione e consapevolezza sull’uso del fuoco, oltre a politiche di prevenzione più efficaci e continuative.
Allo stesso tempo, viene riconosciuto il lavoro svolto dal Corpo Forestale e dalle associazioni locali, che negli ultimi anni hanno rafforzato le attività di controllo e intervento, contribuendo a migliorare la gestione delle emergenze.
Il quadro che emerge è quello di una regione che si trova ad affrontare sfide complesse ma decisive per il futuro. Cambiamenti climatici, inquinamento da plastica e incendi rappresentano tre fronti strettamente collegati tra loro.
La risposta, secondo Legambiente, passa da un approccio integrato che unisca transizione ecologica, tutela del territorio e responsabilità individuale. Non basta intervenire nelle emergenze, ma è necessario costruire un modello sostenibile capace di prevenire i problemi.
In questa direzione, la Giornata della Terra 2026 diventa un’occasione per rilanciare un messaggio chiaro: la salvaguardia dell’ambiente in Sardegna dipende dalle scelte di oggi, dalle istituzioni ma anche dai cittadini.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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