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Legge elettorale, Cappellacci: «Si è persa un’occasione storica» Manuel Cozzolino
La Camera ha respinto con voto segreto l’emendamento che avrebbe reintrodotto le preferenze nella nuova legge elettorale, provocando una sconfitta politica per la maggioranza. Il deputato di Forza Italia, Ugo Cappellacci, ha definito il risultato un’occasione mancata, ribadendo la propria contrarietà alle liste bloccate. «Si è persa un’occasione storica, quella di restituire agli elettori la possibilità di scegliere il proprio candidato.»

Secondo Cappellacci, il voto segreto richiesto dalle opposizioni ha impedito l’approvazione di una riforma che avrebbe riallineato le elezioni politiche agli altri livelli istituzionali. Il deputato ricorda infatti che le preferenze sono già previste nelle elezioni comunali, regionali ed europee, mentre restano escluse dalle politiche. «Le preferenze esistono per le comunali, per le regionali e per le europee. Non averle anche alle politiche significa negare agli elettori una scelta diretta.»
L’esito del voto ha alimentato il dibattito sull’esistenza di franchi tiratori all’interno della maggioranza. Cappellacci non individua responsabilità precise, ma ritiene evidente che una parte dei parlamentari continui a guardare con diffidenza al ritorno delle preferenze. «Fa paura a molti sottoporre la propria candidatura al giudizio degli elettori, ma io non voterò mai contro le preferenze.»
Durante la discussione parlamentare si è affrontato anche il tema della rappresentanza femminile. Cappellacci ha annunciato il proprio voto favorevole all’emendamento che propone di passare dall’attuale equilibrio 60-40 a una distribuzione 50 e 50 nelle candidature. «La politica non è ancora costruita a misura di donna, di madre e di famiglia. Per questo ritengo giusto favorire una maggiore presenza femminile nelle istituzioni.»
Secondo Cappellacci, il confronto sulle leggi elettorali è tradizionalmente complesso e caratterizzato da posizioni differenti anche all’interno delle stesse coalizioni. Per questo motivo non considera sorprendenti eventuali nuovi risultati inattesi durante l’esame degli emendamenti.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
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