play_arrow
L’Hacker va in pensione: il futuro è l’IA Cristian Asara
Non siamo di fronte a una semplice evoluzione, ma a un cambio di specie. Secondo le ultime proiezioni degli esperti di Trend Micro, il 2026 segnerà il definitivo passaggio di consegne nel mondo del cybercrime: l’essere umano smetterà di essere il “braccio” operativo per diventare la “mente” finanziaria, lasciando il lavoro sporco a un’Intelligenza Artificiale sempre più autonoma.

La previsione più inquietante non riguarda la tecnologia in sé, ma il ruolo dell’uomo. Fino ad oggi, un attacco informatico richiedeva competenze tecniche, tempo e presenza costante davanti a uno schermo.
Dal 2026, il modello operativo sarà capovolto:
L’uomo come supervisore: i cybercriminali agiranno come CEO o investitori di venture capital. Il loro compito sarà finanziare l’infrastruttura e definire gli obiettivi strategici.
L’IA come esecutore: saranno gli “agenti AI” a scrivere il codice, infiltrarsi nelle reti e gestire le negoziazioni dei riscatti.
Il punto chiave: questo riduce drasticamente la barriera all’ingresso per il crimine informatico. Non servirà più essere geni del codice; basterà avere capitale da investire in agenti AI malevoli.
L’IA Agentica — ovvero sistemi capaci di ragionare e agire in autonomia — porterà la qualità delle truffe a livelli indistinguibili dalla realtà. La quantità non andrà più a scapito della qualità.
Gli esperti citano esempi di iper-contestualizzazione che rendono le difese psicologiche quasi inutili:
Sorveglianza attiva: L’IA potrebbe analizzare in tempo reale feed video (come quelli di una webcam compromessa o telecamere pubbliche).
Ingegneria sociale perfetta: Immaginate di ricevere una mail per una multa non pagata che non solo contiene i vostri dati, ma allega una foto della vostra auto con la targa corretta, scattata pochi minuti prima in una via dove siete effettivamente passati.
Non si tratta più di inviare un milione di email generiche sperando che qualcuno abbocchi, ma di inviare migliaia di email perfette, generate automaticamente.
Il report sottolinea un concetto fondamentale: l’asimmetria della velocità. Un team di sicurezza umano, per quanto esperto, non può competere con la velocità di reazione e adattamento di un agente AI che lavora 24/7 senza stancarsi.
Radio Smerala, puntata del 18 dicembre 2025
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina