@radiolina_official Luna Melis emoziona con un omaggio alle sue radici. La cantante, conosciuta dal grande pubblico per la partecipazione a X Factor, ha condiviso un video sui social in cui interpreta No potho reposare, uno dei brani più intensi e rappresentativi della tradizione musicale sarda. 📻 Sul nostro sito ne abbiamo approfittato per raccontare la storia di “No Potho Reposare” #Radiolina #LunaMelis #NoPothoReposare #Adiosa #LinguaSarda ♬ audio originale – Radiolina
Luna Melis rende omaggio alla lingua sarda interpretando No potho reposare, uno dei brani più intensi e rappresentativi della tradizione musicale dell’isola ma qual è la storia di questo brano? La cantante, conosciuta dal grande pubblico per la sua partecipazione a X Factor, ha scelto di riportare al centro un canto che è diventato simbolo dell’identità culturale sarda.
La sua interpretazione unisce sensibilità moderna e tradizione, avvicinando le nuove generazioni a un capolavoro che da oltre un secolo attraversa la storia e la memoria collettiva.
La teoria più accreditata colloca la nascita del brano nel 1915, lo stesso anno in cui l’Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale. Era un periodo segnato da partenze, addii e dolore: giovani richiamati al fronte, famiglie divise, madri e spose in lacrime.
In questo clima nasce il testo scritto a Nuoro dall’avvocato, poeta e drammaturgo Salvatore Sini, conosciuto con lo pseudonimo di Badore. Secondo la tradizione, il 23 luglio 1915 Sini annotò sul suo diario una dedica d’amore intitolata “A diosa”, espressione che deriva dallo spagnolo endiosar, cioè “dedicare a una donna bella come una dea”.
Quella dedica, nata in un momento di profonda malinconia, sarebbe diventata una delle più celebri poesie d’amore della lingua sarda.
Il testo di Sini venne successivamente musicato da Giuseppe (Peppino) Rachel, insegnante di musica a Nuoro e direttore della banda cittadina La Filarmonica. In quegli anni gli studenti nuoresi organizzavano eventi a sostegno delle forze armate e proprio in una di queste serate il brano venne eseguito per la prima volta in scena.
@radiolina_official Durante il concerto del 23 dicembre all’Opera Music Forum di Cagliari, organizzato da Radiolina e Tra le Nuvole, EroCaddeo interpreta “No Potho Reposare” come omaggio alla sua terra e soprattutto alla sua città, scelta per il primo live dopo l’esperienza a X Factor. #radiolina #unionesarda #erocaddeo #nopothoreposare #xfactoritalia ♬ suono originale – Radiolina
All’interno della rappresentazione teatrale, la canzone — allora ancora intitolata A diosa — fu interpretata da un giovane cantante conosciuto come “Dore”. Il pubblico riconobbe subito la forza emotiva del testo: una canzone d’addio, di amore e distanza, capace di raccontare il sentimento di un’intera generazione.
Con il tempo il titolo cambiò in “No potho reposare” e il brano entrò stabilmente nel repertorio delle corali polifoniche, diventando uno dei canti più eseguiti in Sardegna.
Era il 1966 quando il brano fu inciso per la prima volta da Giuseppe Tanchis, cantante ricordato anche come prima voce della celebre No potho Reposare che ci ha lasciato nel gennaio del 2024.
@sardegnauno Nuoro in lutto per la morte di Giuseppe Tanchis, venuto a mancare all’età di 95 anni: la prima voce di No Potho Reposare. Era il 1966 quando la registrò per la prima volta. Servizio in sardo di Giovanni Runchina! Il telegiornale di Sardegna1 va in onda tutti i giorni alle 14.30 e alle 20 sul canale 12 del digitale terrestre in Sardegna e nel mondo grazie allo streaming del nostro sito http://www.sardegna1.it #Sardegna1 #GiuseppeTanchis #NoPothoReposare #Nuoro #Nugoro #Musicasarda #canzonisarde #canzonesarda #limba #limbasarda #linguasarda #Tginsardo #Tgsardegna1 ♬ suono originale – Sardegna1
Nel corso del Novecento No potho reposare è stato riproposto da artisti della musica popolare, lirica e leggera. Tra le interpretazioni più celebri figurano quelle di Maria Carta, Andrea Parodi, Katia Ricciarelli, Pierangelo Bertoli, Piero Pretti e molti altri.
Particolarmente intensa rimane l’esecuzione di Andrea Parodi, che la cantò nel suo ultimo concerto, consegnandola definitivamente alla storia della musica italiana.
L’interpretazione di Luna Melis si inserisce in questa lunga tradizione. Cantare in sardo oggi significa difendere una lingua viva e trasmetterla alle nuove generazioni. La sua versione mantiene la delicatezza originale del brano ma la rende accessibile a un pubblico contemporaneo.
È un gesto artistico che va oltre la performance: diventa un atto di valorizzazione culturale e identitaria.
A più di cento anni dalla sua nascita, No potho reposare continua a essere cantata nelle feste, nei concerti e nei momenti privati. È un ponte tra passato e presente, tra memoria e futuro.
L’omaggio di Luna Melis (ascolta la puntata di Sala Prove in cui è stata ospite) dimostra che la tradizione può rinnovarsi senza perdere la propria anima. E ricorda quanto la musica sia uno degli strumenti più potenti per custodire la storia di un popolo.