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Malamovida a Cagliari: il primo contatto con alcol e droghe a 13 anni Luca Neri, Matteo Vercelli
Cagliari è alle prese con una vera e propria emergenza malamovida, un fenomeno sempre più preoccupante che coinvolge minorenni e giovanissimi nei fine settimana e durante le serate estive. Abuso di alcol, uso di droghe sintetiche, feste illegali e interventi di soccorso sempre più frequenti sono solo alcuni degli elementi che compongono uno scenario allarmante. A fare luce su questa realtà in crescita è una inchiesta in tre puntate realizzata da L’Unione Sarda, firmata dal giornalista Matteo Vercelli, che ha raccolto testimonianze, dati e storie di chi ogni giorno fronteggia questa piaga: operatori del 118, forze dell’ordine, medici e genitori. Un lavoro approfondito che racconta, con tatto e rigore giornalistico, uno spaccato inquietante della nuova gioventù cagliaritana, tra disagio, dipendenza e solitudine.

Ogni giorno, secondo l’inchiesta, il 118 interviene mediamente cinque volte per soccorso a minorenni coinvolti in episodi di abuso di alcol o droghe sintetiche. Il fenomeno è in costante crescita, soprattutto durante i fine settimana e nei luoghi della movida cittadina, come la zona della Marina. Le cosiddette “feste pirata”, organizzate senza permessi e spesso in luoghi isolati, sono un altro terreno fertile per l’abuso di sostanze.
Secondo i dati raccolti, i primi contatti con droghe e alcol possono avvenire anche tra i 13 e i 14 anni. Una soglia allarmante, con effetti devastanti sulla salute mentale e fisica. Come ribadito anche dagli esperti del SERD, una sola dose di alcune droghe sintetiche può essere letale.
Il messaggio rivolto da Vercelli è chiaro: famiglie, amici e comunità devono vigilare. Serve un cambiamento culturale, smettendo di minimizzare o voltarsi dall’altra parte.
Controllare i segnali nei comportamenti dei figli
Fare rete tra scuola, istituzioni, forze dell’ordine e genitori
Promuovere la consapevolezza tra i ragazzi, evitando che lo “sballo” diventi una routine
Un punto chiave dell’inchiesta riguarda il modo in cui i giovani reperiscono le sostanze. Oggi lo spaccio si è digitalizzato: le droghe vengono ordinate sul dark web e consegnate a domicilio, spesso camuffate in pacchi simili a quelli dei detersivi o prodotti di uso quotidiano .Molti giovani conoscono meglio degli adulti le dinamiche di acquisto sul dark web, che resta un territorio difficile da monitorare anche per le forze dell’ordine.
L’inchiesta ha anche evidenziato un dato spesso sottovalutato: dietro ogni giovane consumatore c’è spesso una storia di disagio, problemi familiari, o una rete di relazioni tossiche. Ma attenzione: nessun contesto è immune. Anche famiglie “apparentemente normali” possono ritrovarsi coinvolte.
Matteo Vercelli ha spiegato il dietro le quinte del lavoro investigativo:
Si parte da un fenomeno di attualità (in questo caso la malamovida)
Si identificano fonti dirette e specializzate: soccorritori, forze dell’ordine, medici, esperti di dipendenze
Si costruisce un racconto strutturato in puntate, ognuna focalizzata su un diverso aspetto del problema
L’inchiesta è frutto di osservazione sul campo, interviste e studio approfondito, trattando con tatto e responsabilità un tema delicato e attuale.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 09-07-2025
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