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Malta paga i giovani per non guidare, la Sardegna cerca autisti

today9 Marzo 2026 80

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Un contrasto netto tra chi incentiva l’abbandono dell’auto e chi lotta per garantire i trasporti

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    Malta paga i giovani per non guidare, la Sardegna cerca autisti Cristian Asara

 

Immaginate di ricevere 25.000 euro a patto di non toccare il volante per cinque anni. A Malta, questa non è un’ipotesi ma una realtà che ha già convinto oltre cento ragazzi. L’iniziativa punta a svuotare le strade in cambio di un sostegno economico significativo e dell’accesso gratuito ai mezzi pubblici. Chi accetta firma un impegno vincolante: la libertà di movimento resta, ma si esprime attraverso la mobilità dolce o collettiva, rinunciando all’auto privata anche quando ci si trova all’estero.

Autista di autobus – immagine IA

I numeri di un’isola congestionata

Una scelta radicale nasce da una necessità evidente. Malta deve gestire una densità abitativa impressionante, arrivata a 1.766 abitanti per chilometro quadrato, contro i meno di 200 registrati in Italia. Con oltre 450.000 veicoli su una superficie ridotta, il traffico limita la qualità della vita. La crescita demografica costante, la più alta in Europa, aggrava la situazione e spinge il governo a cercare soluzioni drastiche per evitare il blocco totale della viabilità.

Il paradosso della Sardegna

La situazione cambia drasticamente se guardiamo alla Sardegna, dove il problema è l’opposto. Mentre a Malta si paga per non guidare, in Sardegna ci si scontra con una carenza cronica di collegamenti. Spostarsi dai centri più grandi verso le località periferiche senza un mezzo proprio è quasi impossibile, data l’assenza di servizi pubblici capillari. Per tentare di risolvere il problema, l’amministrazione regionale ha dovuto stanziare incentivi per spingere le persone a conseguire patenti speciali, cercando di colmare il vuoto lasciato dalla scarsità di autisti di pullman e tram.

Regole ferree e corsi futuri

Tornando al modello maltese, il bonus non è un regalo senza clausole. Chi trasgredisce l’accordo rischia una sanzione di 5.000 euro e possibili ripercussioni penali. L’obiettivo è formare cittadini abituati a mezzi alternativi. Una volta terminato il periodo di cinque anni, chi vorrà finalmente mettersi alla guida non potrà farlo subito: sarà infatti necessario frequentare un corso specifico di 15 ore. Una strategia che mira a una riduzione definitiva della dipendenza dai mezzi privati.

Radio Smeralda, puntata del 09/03/2026

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