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Marcello Fois vince il Campiello: «Più leggiamo, più saremo civili»

micFrancesca Figus e Alessia Lupotoday5 Ottobre 2026

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Marcello Fois, L’immensa distrazione e il Premio Campiello: da Michela Murgia alla difesa della lettura

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    Marcello Fois vince il Campiello: «Più leggiamo, più saremo civili» Francesca Figus e Marcello Fois

Marcello Fois ha conquistato il Premio Campiello con L’immensa distrazione, riportando in Sardegna uno dei più importanti riconoscimenti della letteratura italiana. Lo scrittore nuorese, intervistato da Radiolina dopo la vittoria, ha raccontato le emozioni legate al premio e il significato di un successo che amplia il pubblico dei suoi libri senza modificare il suo rapporto con la scrittura. Al centro dell’intervista anche la saga della famiglia Manfredini e il tema della memoria, particolarmente importante nei ringraziamenti dedicati a Michela Murgia e Daniela Zedda. «Il Campiello semplicemente ha allargato un pochino il numero di persone che mi conoscono, che mi conosceranno, che leggeranno i miei libri», ha spiegato Fois.

Marcello Fois, scrittore

La memoria di Michela Murgia e Daniela Zedda

Uno dei momenti più intensi dell’intervista riguarda Michela Murgia e Daniela Zedda, due figure fondamentali ricordate da Fois nei ringraziamenti del romanzo. Lo scrittore ha parlato della loro presenza oltre l’assenza fisica, sottolineando il valore degli affetti e dei progetti costruiti insieme. Murgia viene ricordata come una delle più importanti intellettuali antagoniste della Sardegna, capace di accettare anche l’impopolarità delle proprie posizioni. Daniela Zedda, invece, viene ricordata anche attraverso il rapporto personale e professionale con Fois. «L’assenza di Daniela per me è stata un problema anche pratico, perché era l’unica con cui io fossi tranquillo a fare le fotografie», ha raccontato.

La scrittura contro il tempo e la morte

Il successo de L’immensa distrazione si intreccia così con una riflessione più ampia sulla memoria e sulla capacità della scrittura di mantenere vivi gli affetti. Fois ha spiegato che le persone scomparse continuano a essere presenti attraverso ciò che hanno lasciato, i rapporti costruiti e i progetti condivisi. Una prospettiva particolarmente significativa per uno scrittore che nel romanzo racconta una famiglia, il Novecento e le trasformazioni di un’intera generazione. Parlando della morte, Fois ha sottolineato la differenza tra l’assenza e ciò che continua a vivere nella memoria: «Sono molto contento, come dire, di provare ad aiutare le persone a capire che gli affetti sopravvivono, che i progetti fatti insieme sopravvivono e così via».

«Spero di non essere mai arrivato»

Nonostante la vittoria del Premio Campiello, Marcello Fois non considera questo riconoscimento come un punto d’arrivo. Al contrario, mantiene quella condizione di permanente esordio che ha caratterizzato il suo percorso letterario. Il premio rappresenta certamente un passaggio importante, soprattutto per la possibilità di raggiungere nuovi lettori, ma non cambia l’idea che Fois ha del proprio mestiere. «Sento che ho ancora un sacco di cose da fare e che devo ancora debuttare in un sacco di faccende», ha dichiarato. Una frase che restituisce l’immagine di uno scrittore ancora profondamente proiettato verso il futuro, nonostante una carriera consolidata.

Più libri, più civiltà

Dalla letteratura il discorso si è poi spostato sul valore dell’istruzione e della lettura, tema particolarmente significativo nella Giornata Mondiale degli Insegnanti. Per Fois, la conoscenza delle parole rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare il confronto e ridurre la violenza. La capacità di comprendere e argomentare consente infatti di sostituire lo scontro fisico con il dialogo e con la discussione delle diverse posizioni. «Più leggiamo più saremo civili, meno useremo le mani», ha affermato lo scrittore, aggiungendo che quando mancano le parole aumenta il rischio di reagire con la violenza. Una riflessione che lega direttamente letteratura, scuola, conoscenza e partecipazione civile.

Intervista a cura di Francesca Figus

Caffè Corretto del 05-10-2026

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