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“Mare di danza” a Cagliari: spettacoli e performance nelle periferie Mariangela Lampis, Ornella D'Agostino
Le periferie di Cagliari diventano protagoniste di spettacoli, performance ed eventi immersivi con Mare di danza. Approdi per la pace, dal 3 ottobre. La direttrice artistica Ornella D’Agostino presenta un calendario tra Giorgino, Pirri e Sant’Elia, spiegando: «È un’opportunità unica per parlare del margine in modi diversi».

L’iniziativa nasce nell’ambito del programma Cagliari dal vivo ed è stata selezionata per il settore della danza, coinvolgendo diversi organismi regionali. D’Agostino sottolinea la dimensione collettiva del progetto: «È un progetto che nasce nell’ambito del programma del Comune di Cagliari, Cagliari dal vivo».
Il progetto affronta anche la situazione vissuta recentemente dal settore della danza sarda, dopo la perdita dei finanziamenti ministeriali da parte di diversi organismi. Secondo D’Agostino, l’iniziativa rappresenta una risposta attraverso la cultura: «Noi comunque ci siamo, siamo insieme», afferma parlando della mobilitazione degli operatori.
Approdi per la pace lega la danza alla necessità di costruire relazioni, comunità e nuovi processi di partecipazione attraverso l’arte contemporanea. La direttrice artistica evidenzia il significato dell’iniziativa: «La pace non è qualcosa che abbiamo in tasca e la tiriamo fuori».
La manifestazione sceglie Giorgino, Pirri e Sant’Elia per valorizzare territori periferici caratterizzati da difficoltà sociali, ma anche da importanti risorse culturali. D’Agostino spiega l’obiettivo: «Dare valore a questi luoghi dove ci sono delle condizioni di vita anche estreme, però c’è tanta bellezza».
Il programma entra nel vivo il 3 ottobre con Il margine, produzione di Fuorimargine firmata da Kelly Ardens, ospitata alle 19 nella sala conferenze del Lazzaretto. L’appuntamento sarà seguito da un confronto sulle condizioni di marginalità, come anticipa D’Agostino: «Ci sarà anche un incontro con Gisella Trincas e le donne di Sant’Elia».
Il 4 ottobre Sant’Elia sarà attraversata dalla performance itinerante Voce di Giulia Cannas, in un percorso dedicato ai luoghi meno conosciuti del quartiere. L’idea è esplorare spazi dall’impatto particolare, attraverso una prospettiva artistica, perché «sono luoghi non sempre facili da vivere, ma di forte impatto», spiega D’Agostino.
Il 7 e l’8 ottobre sarà la volta di Grove, produzione di Fuorimargine con Cristina Rizzo, proposta nella piazza adiacente al Lazzaretto. La programmazione mette insieme generazioni ed esperienze differenti, secondo una precisa scelta artistica: «Per noi questo è un valore di interlocuzione e non una classifica di importanza».
Il calendario prosegue l’11 ottobre con Bit della Compagnia ASMED Balletto di Sardegna e con l’appuntamento dedicato a Marta Bellu previsto il 18 ottobre. A Giorgino, il 18 ottobre, danza e tradizione dialogheranno con gli eventi religiosi e la regata, in una giornata che D’Agostino definisce particolarmente significativa.
Il 25 ottobre il programma proporrà parkour, breaking e danza contemporanea, con Mattia Campagnola, Daniele Cortesi e altri artisti coinvolti nella manifestazione. Sarà un appuntamento spettacolare anche dal punto di vista visivo, inserito in un progetto che, come ricorda D’Agostino, «comprende esperienze artistiche di giovani e meno giovani».
Mare di danza approdi per la pace vuole quindi collegare danza, periferie, comunità e cultura della pace, trasformando luoghi quotidiani in spazi di incontro. La direttrice artistica sintetizza il significato dell’intera iniziativa parlando di «una mobilitazione attraverso la bellezza», capace di creare connessioni tra territori e persone.
Attraverso spettacoli, performance itineranti e incontri, il progetto propone una diversa lettura delle periferie cagliaritane, mettendo al centro arte e partecipazione.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare i legami territoriali, perché «collegare le geografie periferiche è un modo di creare forza», conclude D’Agostino.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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