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Interviste

“Mare di danza” a Cagliari: spettacoli e performance nelle periferie

micMariangela Lampis, Ornella D'Agostinotoday2 Ottobre 2026

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“Mare di danza – Approdi per la pace” porta la danza nelle periferie

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    “Mare di danza” a Cagliari: spettacoli e performance nelle periferie Mariangela Lampis, Ornella D'Agostino

Le periferie di Cagliari diventano protagoniste di spettacoli, performance ed eventi immersivi con Mare di danza. Approdi per la pace, dal 3 ottobre. La direttrice artistica Ornella D’Agostino presenta un calendario tra Giorgino, Pirri e Sant’Elia, spiegando: «È un’opportunità unica per parlare del margine in modi diversi».

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Un progetto nato con cagliari dal vivo

L’iniziativa nasce nell’ambito del programma Cagliari dal vivo ed è stata selezionata per il settore della danza, coinvolgendo diversi organismi regionali. D’Agostino sottolinea la dimensione collettiva del progetto: «È un progetto che nasce nell’ambito del programma del Comune di Cagliari, Cagliari dal vivo».

La danza reagisce alla marginalità

Il progetto affronta anche la situazione vissuta recentemente dal settore della danza sarda, dopo la perdita dei finanziamenti ministeriali da parte di diversi organismi. Secondo D’Agostino, l’iniziativa rappresenta una risposta attraverso la cultura: «Noi comunque ci siamo, siamo insieme», afferma parlando della mobilitazione degli operatori.

Arte e pace nelle periferie

Approdi per la pace lega la danza alla necessità di costruire relazioni, comunità e nuovi processi di partecipazione attraverso l’arte contemporanea. La direttrice artistica evidenzia il significato dell’iniziativa: «La pace non è qualcosa che abbiamo in tasca e la tiriamo fuori».

Giorgino, Pirri e Sant’Elia al centro

La manifestazione sceglie Giorgino, Pirri e Sant’Elia per valorizzare territori periferici caratterizzati da difficoltà sociali, ma anche da importanti risorse culturali. D’Agostino spiega l’obiettivo: «Dare valore a questi luoghi dove ci sono delle condizioni di vita anche estreme, però c’è tanta bellezza».

Il 3 ottobre si parte dal lazzaretto

Il programma entra nel vivo il 3 ottobre con Il margine, produzione di Fuorimargine firmata da Kelly Ardens, ospitata alle 19 nella sala conferenze del Lazzaretto. L’appuntamento sarà seguito da un confronto sulle condizioni di marginalità, come anticipa D’Agostino: «Ci sarà anche un incontro con Gisella Trincas e le donne di Sant’Elia».

Il 4 ottobre una performance itinerante

Il 4 ottobre Sant’Elia sarà attraversata dalla performance itinerante Voce di Giulia Cannas, in un percorso dedicato ai luoghi meno conosciuti del quartiere. L’idea è esplorare spazi dall’impatto particolare, attraverso una prospettiva artistica, perché «sono luoghi non sempre facili da vivere, ma di forte impatto», spiega D’Agostino.

Il 7 e l’8 ottobre arriva grove

Il 7 e l’8 ottobre sarà la volta di Grove, produzione di Fuorimargine con Cristina Rizzo, proposta nella piazza adiacente al Lazzaretto. La programmazione mette insieme generazioni ed esperienze differenti, secondo una precisa scelta artistica: «Per noi questo è un valore di interlocuzione e non una classifica di importanza».

Ottobre continua tra danza e territorio

Il calendario prosegue l’11 ottobre con Bit della Compagnia ASMED Balletto di Sardegna e con l’appuntamento dedicato a Marta Bellu previsto il 18 ottobre. A Giorgino, il 18 ottobre, danza e tradizione dialogheranno con gli eventi religiosi e la regata, in una giornata che D’Agostino definisce particolarmente significativa.

Parkour, breaking e nuove contaminazioni

Il 25 ottobre il programma proporrà parkour, breaking e danza contemporanea, con Mattia Campagnola, Daniele Cortesi e altri artisti coinvolti nella manifestazione. Sarà un appuntamento spettacolare anche dal punto di vista visivo, inserito in un progetto che, come ricorda D’Agostino, «comprende esperienze artistiche di giovani e meno giovani».

Una mobilitazione attraverso la bellezza

Mare di danza approdi per la pace vuole quindi collegare danza, periferie, comunità e cultura della pace, trasformando luoghi quotidiani in spazi di incontro. La direttrice artistica sintetizza il significato dell’intera iniziativa parlando di «una mobilitazione attraverso la bellezza», capace di creare connessioni tra territori e persone.

La danza come strumento di comunità

Attraverso spettacoli, performance itineranti e incontri, il progetto propone una diversa lettura delle periferie cagliaritane, mettendo al centro arte e partecipazione.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare i legami territoriali, perché «collegare le geografie periferiche è un modo di creare forza», conclude D’Agostino.

Intervista a cura di Mariangela Lampis

La Strambata del 02-10-2026

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