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Marina Café Noir, fine di un’era: perché il festival lascia Cagliari Giulio Zasso, Michele Ruffi, Mauro Madeddu
Dopo ventitré anni nel cuore del capoluogo sardo, Marina Café Noir dice addio a Cagliari. Il celebre festival culturale, simbolo della rinascita del quartiere Marina, non si terrà più in città nel 2026.
Gli organizzatori del collettivo Chourmo hanno annunciato la decisione dopo lunghi contrasti con l’amministrazione comunale. «Non era più possibile continuare tra burocrazia e ritardi», ha dichiarato Mauro Madeddu, giornalista de L’Unione Sarda, commentando la posizione degli organizzatori.

Secondo gli organizzatori, i problemi sarebbero legati a concessioni, piani di sicurezza e difficoltà amministrative. Il Comune, tuttavia, nega responsabilità dirette e invita al dialogo. «Se ci sono problemi, vanno affrontati insieme». Nonostante l’apertura, la frattura appare profonda e l’edizione 2026 del festival si svolgerà altrove.
Il futuro di Marina Café Noir potrebbe spostarsi nei dintorni di Cagliari. Tra le località più citate emergono Elmas e Quartu Sant’Elena, anche se per ora si tratta solo di indiscrezioni.
«È difficile immaginare il festival lontano dal centro storico di Cagliari», ha commentato Madeddu. «È sempre stato parte dell’identità della città e dei suoi quartieri».
Un’eventuale migrazione rischia di cambiare non solo la logistica dell’evento, ma anche la sua anima culturale.
Negli anni, il festival ha richiamato oltre 25.000 visitatori a edizione, generando un notevole indotto per la città. Bar, ristoranti e strutture ricettive hanno beneficiato di un evento divenuto punto di riferimento per la scena culturale isolana.
«Dietro il festival c’è un vero movimento economico e sociale», ha sottolineato Madeddu ai microfoni di Radiolina. «È comprensibile che le scelte future passino anche da questioni di budget e investimenti».
Nonostante la rottura, il Comune non esclude un ritorno del festival in città. L’amministrazione si dice pronta a riaprire il dialogo in vista del 2027.
«Marina Café Noir è un patrimonio culturale che appartiene a tutti», ha dichiarato Mereu. «L’obiettivo è trovare una soluzione condivisa per il futuro».
Per ora, però, Cagliari dovrà fare a meno del suo storico festival letterario, simbolo di cultura urbana e partecipazione.
Intervento a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 05-11-2025
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