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Martedì Grasso: un tuffo nella storia e nelle tradizioni del Carnevale Cristian Asara
Con il Martedì Grasso, si chiude il Carnevale. Da Viareggio a Venezia, passando per Tempio e Oristano, l’allegria contagiosa del Carnevale ha regalato momenti di spensieratezza e divertimento a grandi e bambini. Tra l’altro in questo memento vl è in diretta da tempio per il prcesso di re giorgio che verrà bruciato
Ma perché questo giorno si chiama “Martedì Grasso”? Le sue radici affondano nella tradizione cattolica, in particolare nel periodo di Quaresima che precede la Pasqua. In passato, la Quaresima era un periodo di digiuno e astinenza da determinati cibi, tra cui la carne, considerata un alimento ricco e prelibato.
Il Martedì Grasso, dunque, rappresentava l’ultima occasione per concedersi un ultimo banchetto di “cibi grassi” prima del periodo di sobrietà quaresimale. Da qui il nome “grasso”, che allude all’abbondanza di pietanze golose e saporite che imbandivano le tavole in questo giorno di festa.
Tra le specialità culinarie legate al Martedì Grasso, ricordiamo le chiacchiere, chiamate anche frappe o bugie a seconda della regione, le castagnole. Ogni regione ha le sue ricette tradizionali.
Quest’anno, il Martedì Grasso coincide con il 13 febbraio, segnando la fine del Carnevale 2024. Ma la gioia e l’allegria di questa festa continueranno a vivere nei ricordi e nelle tradizioni che si rinnovano di anno in anno, colorando di entusiasmo l’inizio della Quaresima.
Curiosità:
Radio Smeralda, puntata del 13 febbraio 2024.