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Marzia Cilloccu è la terza donna Alter Nos alla festa di Sant’Efisio Lele Casini, Marzia Cilloccu
La 369ª edizione della Festa di Sant’Efisio vede protagonista Marzia Cilloccu, nominata Alter Nos, rappresentante ufficiale del Comune di Cagliari. È la terza donna nella storia della celebrazione a ricoprire questo ruolo di alto valore simbolico e civico. “Sembrava ancora un sogno, ma no, è tutto tutto vero”, ha dichiarato emozionata. Marzia Cilloccu si presenta con il titolo di Alter Nos rappresentando tutte le donne, ma anche l’intera municipalità e cittadinanza di Cagliari. L’incarico ricevuto dal sindaco è vissuto come un grande onore e responsabilità, in un evento che unisce ogni anno fede e identità sarda.

Nonostante le emozioni forti, che definisce “devastanti”, Marzia Cilloccu ha mantenuto il sorriso per tutta la durata della processione. Dalla via Roma fino a piazza Sant’Efisio, ha sfilato a cavallo tra commozione e orgoglio. La nomina in aula comunale è stato per lei un momento particolarmente toccante.
Il suo legame familiare con Sant’Efisio è profondo. Fin da bambina partecipava con sua madre e con il nonno Marino Cao, figura storica della celebrazione. Marzia ricorda il nonno con grande affetto, definendo l’Arciconfraternita del Gonfalone come “casa”, una seconda famiglia che l’ha accompagnata lungo tutta la vita.
Nel suo discorso, Marzia Cilloccu ha lanciato un appello alla pace, ispirata dal coraggio del nonno che, nel 1943, contribuì a mantenere viva la processione nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi, quel coraggio diventa per lei un monito contro i conflitti attuali.
Richiamando le parole del Santo Padre, Marzia ha ricordato che dobbiamo essere “pellegrini che sperano nella pace e la devono tenere”, un messaggio che risuona potente nel contesto della Festa di Sant’Efisio, simbolo di resistenza e unità del popolo sardo.
La Festa di Sant’Efisio non si esaurisce in una sola giornata, ma dura un mese intero, tra celebrazioni religiose e manifestazioni culturali. La sua resilienza storica è evidente: anche nei momenti più difficili, come nel 1943, il voto al santo fu mantenuto.
Marzia Cilloccu ricorda con orgoglio quel gesto storico, testimoniando come la celebrazione sia da sempre una manifestazione di fede, identità e speranza, che non si ferma neanche di fronte alla guerra.