• home Home
  • keyboard_arrow_right Podcast
  • keyboard_arrow_rightMedical Talks a Porto Cervo: tra genetica e buone abitudini
play_arrow

Interviste

Medical Talks a Porto Cervo: tra genetica e buone abitudini

today26 Settembre 2026

Sfondo
share close

Dagli screening alla camminata quotidiana, il convegno di Porto Cervo raccoglie i consigli degli specialisti per guadagnare anni di vita in piena salute.

  • cover play_arrow

    Medical Talks a Porto Cervo: tra genetica e buone abitudini Cristian Asara

 

La Costa Smeralda ospita una rassegna interamente dedicata alla salute, alla prevenzione e agli stili di vita sani con l’avvio delle Longevity Weeks 2026. L’evento, promosso dal Consorzio Costa Smeralda insieme a Smeralda Holding, anima il borgo gallurese fino all’11 ottobre con incontri divulgativi, sport e buone pratiche.

Una scelta che punta sui mesi autunnali per allargare la stagione turistica con appuntamenti di spessore. Al centro della riflessione c’è il legame profondo tra la Sardegna, nota nel mondo come terra di centenari, e le scelte concrete che ciascuno può compiere ogni giorno per vivere a lungo.

Medical Talks Porto Cervo – foto di Cristian Asara

Oltre la genetica: contano le abitudini di tutti i giorni

Al Conference Center di Porto Cervo il confronto si accende con i Medical Talks, diretti dal professor Antonio Desogus. Il primo messaggio emerso dai lavori supera un vecchio luogo comune: il DNA decide solo il 15 o il 20 per cento della nostra aspettativa di vita. Il restante 80 per cento è nelle nostre mani.

Mangiare poco e bene, svolgere attività fisica regolare e coltivare una buona vita di relazione sono le regole d’oro per invecchiare in forza. Il corpo invia segnali precisi quando qualcosa non va: il primo campanello d’allarme è l’aumento di peso, seguito dai primi dolori articolari che spingono alla sedentarietà. Riconoscere subito questi avvisi permette di intervenire in tempo.

Anche il dottor Gianfranco Vettorello, presidente della fondazione Italian Longevity League, invita a superare i miti per affidarsi alle prove scientifiche. La salute richiede uno sguardo unitario: il nostro organismo non funziona a compartimenti stagni, ma risponde come un insieme unico alle abitudini quotidiane. Un principio condiviso dalla geriatra Francesca Carboni, la quale chiarisce che iniziare a volersi bene non è mai fuori tempo massimo. Modificare in meglio le proprie abitudini produce ottimi risultati anche a sessantacinque o ottant’anni.

Cuore, articolazioni e vasi sanguigni: la prevenzione comincia presto

La dottoressa Roberta Montisci, a capo della cardiologia universitaria del Policlinico di Cagliari, ricorda che la tutela del cuore parte da giovani. Bastano dai 30 ai 60 minuti al giorno di camminata veloce, bicicletta, ballo o golf, insieme al controllo periodico di pressione arteriosa e colesterolo, per proteggere l’apparato cardiocircolatorio e abbassare lo stress.

Un altro fronte essenziale riguarda le articolazioni. Il professor Alberto Cauli, reumatologo dell’Università di Cagliari, spiega che le malattie reumatiche provocano una infiammazione cronica che, se non curata subito, velocizza l’invecchiamento delle cellule. Diagnosticare presto questi disturbi evita l’insorgere di disabilità. Sul piano vascolare, il professor Giovanni Nano dell’Università di Milano invita ad aggiornare le linee guida della medicina, così da garantire cure adeguate e moderne anche ai pazienti più anziani.

Microbiota, controlli preventivi e il ruolo del piede

Lo sguardo dei ricercatori si sposta poi all’interno dell’organismo. Il professor Vincenzo Romano Spica approfondisce il ruolo del microbiota intestinale, la comunità di batteri amici che vive con noi e aiuta il genoma a difendersi dalle aggressioni esterne, rallentando l’orologio biologico.

Sul tema della diagnosi precoce, il radiologo Angelo Ferdinandi richiama l’utilità degli esami di controllo, a cominciare dal monitoraggio della prostata a partire dai quarant’anni, elogiando le campagne di screening oncologico attivate per gli abitanti della Gallura.

La longevità passa infine dal modo in cui camminiamo. Come ricorda lo specialista podiatra Luca Avagnina, il primo passo verso il decadimento fisico comincia quando si smette di muoversi. Mantenere la salute dei piedi è la prima garanzia per conservare mobilità, equilibrio e autonomia nel corso degli anni.

Interviste a cura di Cristian Asara

Radio Smeralda del 26-09-2026

Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina


IntervisteRadio Smeralda